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Bergamo: a misura d’uomo

Biblioteca universitariaQuanti sono gli iscritti all’Università degli Studi di Bergamo e quali sono le facoltà?
Gli iscritti sono circa 12.000 e le facoltà quattro: Lingue e Letterature Straniere, Economia, Ingegneria e Lettere e Filosofia.

E’ stato fatto un censimento degli studenti disabili presenti nell’Università?
Nell’anno accademico 2002-2003 gli studenti disabili iscritti erano 22; nel 2003-2004 erano 30.

Chi se ne occupa e quali servizi sono attivati in loro favore?
Già da alcuni anni l’Università degli Studi di Bergamo ha individuato un preciso settore d’impegno a favore degli studenti con disabilità o portatori di gravi patologie, che si è concretizzato nell’apertura di un Ufficio per i Servizi ai Disabili (Via dei Caniana, 2, piano terra, vicino alla segreteria degli studenti, aperto il martedì, dalle 9 alle 12, il mercoledì, dalle 16 alle 19 o previo appuntamento, E-mail: servizi.disabili@unibg.it).
Tra i servizi offerti, segnaliamo che gli studenti disabili possono fare richiesta di tutorato alla pari e di accompagnamento. I tutor alla pari sono studenti afferenti allo stesso corso di laurea del richiedente, appositamente selezionati e istruiti attraverso un breve seminario. Tale servizio riguarda l’organizzazione dell’accompagnamento a lezione, il recupero degli appunti, l’intermediazione con i docenti, la prenotazione di posti a lezione, il disbrigo di pratiche amministrative e di segreteria, come l’iscrizione agli esami, la compilazione del piano di studi ed altro ancora. I tutor collaborano con studenti con contratto di 150 ore, che offrono un servizio di accompagnamento a lezione e, ove necessario, alle fermate dei mezzi pubblici nelle vicinanze dell’ateneo o alle stazioni ferroviarie e delle autolinee, sempre con l’ausilio di mezzi pubblici.
Tramite la collaborazione con gli uffici amministrativi, i centri di calcolo e i laboratori linguistici, si è resa possibile poi la pianificazione mirata di aule e orari dei corsi, la creazione di postazioni con precedenza nei laboratori informatici e linguistici e la registrazione di testi e lezioni su audiocassetta. Inoltre gli studenti possono richiedere all’Ufficio Servizi ai Disabili l’acquisto di attrezzature tecniche e sussidi didattici specifici (PC attrezzati, stampe braille, registratori ecc.).
E ancora, sono state promosse forme di collaborazione con enti esterni (Unione Italiana Ciechi, Ufficio Scolastico Provinciale) ed è stata attivata una convezione per stipulare incarichi professionali ad interpreti LIS (Lingua Italiana dei Segni) per non udenti, allo scopo di garantire una proficua frequenza delle lezioni e di agevolare la comunicazione con i docenti.
Infine, tra i servizi amministrativi offerti, vi è l’esenzione dal pagamento delle tasse e dei contributi universitari per studenti con invalidità superiore al 66%, l’integrazione delle borse di studio erogate con fondi della Regione a cura dell’ISU (Istituto per il Diritto allo Studio Universitario) e contributi per soggiorni di studio all’estero su fondi dell’Unione Europea.

Quali sono stati i cambiamenti più concreti dopo la Legge 17/99 che ha cercato di regolamentare il settore della disabilità nelle università?
E’ stata istituita la Commissione per i Servizi ai Disabili costituita da docenti referenti di ciascuna facoltà, da rappresentanti degli studenti, da un responsabile amministrativo e da un rappresentante dell’ISU a cui sono delegati i compiti di individuare le esigenze degli studenti disabili e di predisporre gli opportuni interventi, valutandone l’efficacia.
Dal giugno del 2003, è stato costituito poi l’Ufficio per i Servizi ai Disabili che si occupa di coordinare le attività e i servizi offerti dall’università. Inoltre, proprio in queste settimane, si è concluso un ciclo di seminari di formazione organizzato dall’Ufficio Disabili e aperto a studenti, personale amministrativo e docenti, allo scopo di sensibilizzare tutte le figure operanti nel mondo dell’Università.

C’è collaborazione con le associazioni del territorio che si occupano di disabilità?
Ci stiamo inserendo nella rete territoriale di servizi a favore delle persone disabili attraverso incontri e partecipazioni dirette a convegni. Inoltre, si è costituito da poco il CALD (Coordinamento Atenei Lombardi per la Disabilità), allo scopo di aumentare il grado di visibilità e di collaborazione con le associazioni attive sul territorio e con la Regione Lombardia.

Qual è la situazione delle barriere nei vari edifici universitari?
Essendo ciascuna delle quattro facoltà collocata in una zona diversa della città, per le sedi di Economia, Ingegneria e Lettere e Filosofia – situate in edifici di recente ristrutturazione – non vi sono problemi di barriere. Invece, la facoltà di Lingue e Letterature straniere, nel centro di Bergamo Alta, presenta ancora barriere, a causa della dislocazione in edifici storici. E’ in atto un progetto per l’abbattimento progressivo di esse nei prossimi anni, con le future ristrutturazioni e con l’acquisizione di nuovi edifici.

E’ stato prodotto qualcosa sul piano dell’informazione agli utenti?
Sono stati realizzati opuscoli informativi che abbiamo distribuito alla segreteria degli studenti e presso la scuola di specializzazione per gli insegnanti di sostegno nelle scuole secondarie superiori e che distribuiremo anche nelle giornate di orientamento organizzate dall’ateneo. Inoltre – all’interno del sito www.unibg.it – è stata creata una specifica pagina di Internet.

Sono state attuate sperimentazioni di telestudio?
La nostra università è da anni attiva nel campo dell’e-learning, servizio offerto a tutti gli studenti. C’è quindi la possibilità di accedere da casa al materiale legato a molti corsi. Stiamo inoltre visionando la normativa relativa alla recente Legge Stanca, riguardante l’accessibilità dei siti web.

A parer suo, l’integrazione delle persone disabili nelle università sarà sempre più facile o invece le difficoltà cresceranno?
L’obiettivo del nostro ufficio è quello di lavorare per diventare al più presto “inutili”, arrivando cioè alla piena accessibilità delle strutture didattiche e all’integrazione degli studenti nella vita universitaria. Crediamo che questo sia possibile specie in una realtà a dimensione d’uomo come quella dell’Università degli Studi di Bergamo.

Testo tratto da DM 151 (marzo 2004), periodico della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).