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A Terni le lettere sono diventate idee

Un vocabolario con un centinaio di parole scelte dai giovani per raccontare le idee scaturite nel corso della tre giorni: tanti post-it che sono poi diventati parte integrante del documento politico presentato dai trecento partecipanti alla Seconda Assemblea dell’ONU dei Giovani di Terni, nel pomeriggio del 10 settembre a Perugia alla festa in Piazza IV Novembre e il giorno successivo alla Marcia Perugia-Assisi.

Un'immagine simbolo dell'ONU dei GiovaniE poi una grande bandiera della pace, lunga 50 metri, ovvero l’insieme delle tante bandiere esposte alle finestre dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York del 2001, cucite insieme ad altre bandiere bianche, colore simbolo della miseria, sulle quali i ragazzi del mondo hanno scritto i propri pensieri, le proprie riflessioni.

Questo è stato il contributo che l’assemblea ternana dell’ONU dei Giovani ha portato a Perugia come sintesi di una riunione partecipata, sentita, tutta dedicata al tema Dire, fare, comunicare la Pace. A Palazzo Gazzoli, infatti, le lettere sono diventate idee perché i ragazzi del mondo hanno scelto proprio l’alfabeto per indicare i concetti del dire e del comunicare la pace.

Nel documento finale l’Assemblea ha espresso profonda preoccupazione per la mancanza di impegno da parte delle Nazioni Unite per un futuro migliore, rivendicando l’indipendenza dell’organizzazione e la presenza dell’Italia nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Nel corso della tre giorni ternana, hanno parlato di pace, di democrazia e di diritti, anche magistrati come Libero Mancuso, che ha sottolineato come la democrazia sia una continua lotta per l’affermazione dei diritti, inviate di guerra come Giuliana Sgrena e Giovanna Botteri, Guido Tallone del Gruppo Abele, J. Parker McKeown, dell’organizzazione Ghana Wildlife SocietyGiuliano Giuliani, del Comitato Piazza Carlo Giuliani.
Proprio quest’ultimo ha esortato i ragazzi del mondo ad impegnarsi per il bene comune perché, ha dichiarato, «ne vale sempre la pena. Perché la possibilità di cambiare le cose è nelle vostre mani».

Volere la pace non vuol dire solo criticare chi fa la guerra: ne erano convinti i giovani del mondo riuniti a Terni. Per costruire la pace, infatti, «bisogna prima conoscere la guerra», come è stato scritto anche nel documento conclusivo.

A Perugia, poi, l’assemblea ternana si è presentata con la poesia Il canto di Tatiana, giovane colombiana che l’aveva recitata a Terni in apertura dei lavori e che aveva commosso l’affollata platea di Palazzo Gazzoli.

*ONU dei Giovani.

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