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Noi in borgo: un progetto romano

Adulto con sindrome di Down insieme a bambinaLa Fondazione Handicap: Dopo di Noi – voluta dal Comune di Roma per attuare progetti di residenzialità per persone con disabilità – è stata costituita nel 2004. Da allora, tramite una serie di strutture residenziali che rispondono alle esigenze di ogni singola persona, essa persegue i propri obiettivi, che sono quelli di garantire alle persone con disabilità, principalmente residenti a Roma e nel Lazio, opportunità atte a identificare un progetto di vita e a migliorare la qualità della stessa.

Tra le varie realtà curate e organizzate dalla Fondazione – gestite direttamente sul territorio da associazioni con esperienza e dalle famiglie – rientra Noi in borgo, la residenza in cui dal 1° ottobre prenderà forma il progetto denominato Un giorno dopo l’altro – dalla convivenza alla residenzialità.

Finanziato dalla Fondazione Handicap: Dopo di Noi e gestito dalla sezione romana dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e dalla Fondazione Italiana Verso il Futuro, tale progetto si compone di tre diverse modalità di realizzazione, tutte rivolte ad adulti.
Le prime due (Vivere da adulti e La casa dei week-end) si prefiggono l’obiettivo di dar vita a spazi di crescita e di autonomia per gli adulti con sindrome di Down, prima del loro distacco dalla famiglia d’origine. Sostanzialmente, quindi, intendono preparare in modo graduale la separazione dal nucleo familiare, quando i suoi componenti sono ancora in vita.

Nel dettaglio, Vivere da adulti si rivolge a persone con sindrome di Down che abbiano più di 35 anni, offrendo loro la possibilità di uscire dalla propria realtà isolata e di vivere esperienze di gruppo, nella gestione della casa, nella preparazione dei pasti e nella cura personale. Prendendo quindi confidenza con la possibilità di staccarsi dalla famiglia, ma in modo non traumatico.
All’atto pratico si parla di una frequentazione della casa da parte di cinque persone con sindrome di Down e di due operatori – più due volontari – per quattro giorni al mese.
La casa dei week-end, invece, si rivolge sia a ragazzi che ad adulti con sindrome di Down e propone una sperimentazione concreta di vita quotidiana, che comprende la gestione della casa, la pulizia o fare degli acquisti.
Oltre a ciò questo progetto intende però contribuire anche a rafforzare in queste persone la consapevolezza che si diventa adulti e che quindi è importante fare nuove conoscenze e instaurare rapporti e collaborazioni, in un ambiente stimolante e dove sentirsi al sicuro.
Concretamente, cinque persone con sindrome di Down e due operatori, con il supporto di due volontari, vivranno assieme dal venerdì alla domenica sera, gestendo il fine settimana in maniera totalmente autonoma.
C’è infine anche Casa settimane – questo il nome di un terzo progetto – che si rivolge alle famiglie di persone con sindrome di Down che sentono l’idea della casa famiglia come quella più vicina al proprio modo di immaginare il futuro e che per questo desiderano verificarne la realizzabilità sotto ogni punto di vista.
Allo stesso modo, però, si rivolge anche a gruppi già consolidati di amici con sindrome di Down che desiderino mettere alla prova le proprie capacità di vita in comune.
La proposta consiste in una settimana al mese, per un anno, da trascorrere in un gruppo di cinque persone con sindrome di Down di età compresa tra i 35 e i 55 anni. Un’occasione importante per diventare più consapevoli del proprio progetto di vita, per incrementare la propria autonomia anche in relazione al territorio e alla città e anche per verificare la compatibilità e le affinità con altre persone in prospettiva di una stabile convivenza.  

Tutte iniziative, queste, che rientrano nell’idea di Noi in borgo, elaborate nel pieno rispetto delle esigenze di giovani e adulti con sindrome di Down. Progetti che tengono conto in modo prioritario dell’importanza che la consapevolezza e l’autonomia di questi ultimi cresca e maturi in modo graduale, senza traumi né per la famiglia né per la persona interessata. Perfettamente in linea, quindi, con i valori e i principi della Fondazione Handicap: Dopo di Noi.
(Crizia Narduzzo)

Per ulteriori informazioni sul progetto Noi in Borgo:
Michela Colapinto, AIPD Roma, Via delle Milizie, 106, 00192 Roma
tel. 06 3700235 – 37351717, 
www.aipd-roma.it
oppure:
Stefania Mazotti, Fondazione Italiana Verso il Futuro
Via delle Milizie, 34, 00192 Roma, tel. e fax 06 37351082
casaloro@libero.it – www.casaloro.it

Per informazioni sui progetti e le attività della Fondazione:
Fondazione Handicap: Dopo di Noi
Borgo Pio, 10, 00193 Roma, tel. 06 62289646, fax 06 6868166
info@dopodinoi.it – www.dopodinoi.it