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Farmaci orfani, quattro pezzi fragili

Debutterà all’inizio del 2006 Farmaci orfani, quattro pezzi fragili, il nuovo lavoro della compagnia teatrale milanese Figure Capovolte. La regista Silvia Baldini dirigerà Francesca Albanese, Maurizio Biosa, Luca Gatti e Swewa Schneider sul terreno intricato e delicato dei cosiddetti “farmaci orfani”, quei prodotti farmaceutici destinati cioè alla cura di malattie rare, la ricerca sui quali fatica a svilupparsi perché manca un mercato sufficiente per ripagare le spese del proprio sviluppo.

maschera teatraleRagionando sul fatto che solo in Italia sono state riconosciute 5.000 malattie rare per un totale di un milione di malati, lo spettacolo si interroga sulle funzioni della cosa pubblica e sui suoi rapporti con le teorie di Darwin e si propone come momento di riflessione e sensibilizzazione.
Malati rari, ricercatori di istituti specializzati, medici, responsabili di industrie farmaceutiche si intrecciano in una sala d’attesa emblematica della fragilità della condizione umana e i cui personaggi, nelle intenzioni degli autori, non vengono giudicati ma solo descritti.
La loro condizione viene trasfigurata nel testo teatrale attraverso l’utilizzo di un linguaggio «poetico, surreale e visionario». Al termine dello spettacolo, coerenti con l’intento di sensibilizzazione, i teatranti avvieranno un momento di confronto e di dialogo aperto con il pubblico.

Figure Capovolte nasce nel 1996 dall’unione di un nucleo milanese e di un laboratorio teatrale permanente con sede sul territorio di Paderno Dugnano, condotto da Gianluigi Gherzi.
Il nucleo stabile della compagnia è attualmente composto da Silvia Baldini e Francesca Albanese che collaborano con altri artisti al fine di realizzare al meglio il proprio progetto teatrale.

Con lo spettacolo Farmaci orfani, quattro pezzi fragili, Figure Capovolte ha partecipato alla tappa di selezione della prima edizione del Premio Ustica per il Teatro 2005 a Faenza.
Il nuovo progetto si pone in linea di continuità rispetto alla precedente rappresentazione (Mettersi in mezzo, partire per la Palestina), per una particolare attenzione verso la drammaturgia contemporanea e originale e verso percorsi e processi di lavoro che creino confronti reali con il mondo circostante durante l’elaborazione degli spettacoli. Un atto «politico e poetico insieme».
(B.P.)

Eventuali interessati a ospitare una data del tour di Figure Capovolte devono mettere a disposizione uno spazio scenico dalle misure minime di 8x6x4 metri, con la possibilità di oscurare l’ambiente e con la disponibilità di sostenere un carico elettrico di 5 KW-380 V.
Lo spettacolo dura 75 minuti e l’allestimento circa 3 ore.
Per informazioni sui costi e altre esigenze tecniche:
Figure Capovolte, Via Oriani, 34, 20099 Sesto San Giovanni (Milano)
riferimento: Elisabetta Donà, tel. 347 8732230, dobetty@interfree.it