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Non bisogni, ma diritti

Non bisogni, ma diritti: questo il messaggio dello striscione esposto l’11 novembre durante la manifestazione indetta dalle associazioni bresciane di persone con disabilità nel cortile di Palazzo Broletto, sede della Prefettura e della Provincia di Brescia.Brescia: Palazzo Broletto e Torre del

La manifestazione
La manifestazione bresciana di venerdì 11 novembre è stata un’occasione in cui oltre trecento persone con disabilità, i loro familiari e molti operatori hanno cercato di far conoscere alla città l’allarme provocato dalla Legge Finanziaria approvata dal Governo, ora all’esame del Parlamento.
E a riprova della validità delle ragioni di coloro che in quel momento stavano manifestando, tutti i passanti che ricevevano il volantino che veniva distribuito si chiedevano stupiti: «Ma come si fa a vivere con 234 euro al mese di pensione?».
Si è trattato di un’iniziativa definita per diversi motivi “storica” dalle stesse associazioni bresciane che l’hanno promossa. Innanzitutto perché  a Brescia non si era mai tenuta una manifestazione dai connotati politici organizzata da persone con disabilità.
“Politiche”, infatti, erano e sono tuttora le ragione della protesta – riportate nel volantino distribuito – tra cui rientrano la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sociale (LIVEAS), l’aumento delle pensioni, il superamento del concetto di invalidità civile e delle barriere architettoniche. 
“Storica”, inoltre, perché per la prima volta ben dodici associazioni bresciane si sono unite, hanno condiviso un’analisi della situazione, hanno concordato un’iniziativa comune e, soprattutto, hanno deciso di provare ad andare ancora oltre, manifestando una volontà che non è un impegno generico, bensì già una concreta realtà.
Oltre al documento della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), relativo alla Manifestazione Nazionale indetta a Roma per il 15 novembre, le associazioni hanno consegnato al prefetto di Brescia anche una lettera nella quale è stato chiesto allo stesso di promuovere un’iniziativa verso gli Enti Locali, la Provincia di Brescia e le ASL di quest’ultima, per giungere alla definizione di un comune regolamento per ciò che riguarda il concorso alla spesa dei servizi sociali e sociosanitari.
Questo come conseguenza del fatto che le associazioni bresciane giudicano inaccettabile la delibera da parte di ogni Comune della Provincia di un proprio regolamento di accesso alla rete dei servizi – contenente regole proprie, anche per il pagamento della retta da parte dei cittadini/utenti – che determina il moltiplicarsi di condizioni di disparità e disuguaglianza.
Le associazioni bresciane hanno condiviso inoltre un documento che è stato consegnato agli Uffici di Piano della Provincia, nel quale sono state sottoposte alcune priorità in previsione della redazione e approvazione dei Piani di Zona (Legge 328/2000) per il triennio 2006-2008.
Le due priorità indicate sono l’adozione di una regolamentazione equa e rispettosa della legge del concorso alla spesa (applicazione del Decreto Legislativo 130/2000) e la redazione dei progetti individuali (articolo 14 della Legge 328/2000), quale elemento di base della pianificazione e della programmazione degli interventi e dei servizi.
Due problematiche comuni che, proprio perché vissute da ciascuna persona e da ciascuna famiglia, meritavano e meritano di essere affrontati collettivamente, superando divisioni, sospetti e supremazie.  

Dal prefetto
«Riferirò [al governo, N.d.R.] – ha risposto il prefetto in merito alle richieste ricevute – e rifletterò [sulla richiesta di iniziativa locale, N.d.R.]».
Va bene. Noi, allora, aspetteremo e verificheremo! Ciò che non possiamo attendere, però, è un intervento molto rapido dell’Ufficio Manutenzione della Prefettura. Che cosa c’entra? C’entra, eccome, in quanto la manifestazione prevedeva – oltre al presidio – l’incontro in una delle stanze del Palazzo tra la delegazione delle associazioni e il prefetto.
Un incontro concordato, ovviamente, con l’Ufficio di Gabinetto del Prefetto, con cui era stato definito da quante persone sarebbe stata composta la delegazione, l’orario dell’incontro e i temi da affrontare. 
Peccato però che al momento di salire al primo piano della Prefettura, non appena si è aperto l’ascensore, la persona su sedia a rotelle che tentava di entrare è rimasta bloccata a causa delle porte di entrata troppo strette
«Cosa volete, il Palazzo è molto antico», ha commentato il prefetto. «Certamente – hanno risposto le persone con disabilità –  ma questa è la casa dello Stato e lo Stato, per definizione Costituzionale, non può e non deve discriminare».
L’incontro, comunque, ha avuto luogo in cortile, all’aperto, e non con una delegazione, ma con tutte le oltre trecento persone presenti.
In questo modo, paradossalmente, grazie ad una barriera, la democrazia diretta si è presa una bella rivincita su quella formale.

Per tutto il resto, arrivederci a Roma martedì 15 novembre alle 11, davanti a Palazzo Montecitorio, per la grande Manifestazione Nazionale indetta dalla FISH.

*Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali.

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