Per non arrivare all’elemosina

I 620 milioni di euro resi liberi dopo lo slittamento della riforma del TFR devono restare di competenza del Ministero del Welfare, per non rischiare di accentuare ulteriormente vere e proprie situazioni di povertà riguardanti i disabili

Giuseppe Vegas, viceministro dell'EconomiaUna logica e un obiettivo apparentemente realistici per il viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas: i 620 milioni di euro resi liberi dopo lo slittamento della riforma del TFR [Trattamento di Fine Rapporto, N.d.R.] non è detto debbano restare di competenza del Ministero del Welfare. Il Governo può decidere di ricollocarli altrove, come ad esempio per migliorare i saldi di Finanza pubblica ed agevolare il rientro nei parametri europei. Dopo le stilettate dell’«Economist» e gli appunti del Commissario dell’Unione Europea Joaquim Almunia, anche una persona poco avvezza alle questioni economiche potrebbe considerarla una misura dolorosa ma necessaria.

Ma è lo stesso viceministro Vegas ad affermare che «bisogna stabilire una graduatoria». E un Governo che non inserisce tra sue priorità la centralità delle politiche sociali merita strali ben peggiori di quelli – sicuramente autorevoli e preoccupanti – che più facilmente attraggono l’attenzione dei media.  Ad esempio quelli provenienti da tutti quei cittadini che restano tagliati fuori da una programmazione economica che declassa i loro diritti e le loro vite ad una faccenda a cui destinare un po’ di elemosina, semel in anno.

La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che anche per questi motivi è scesa in piazza il 15 novembre, ritiene che come sostenuto dal ministro del Welfare Roberto Maroni queste risorse debbano restare di competenza del dicastero da lui presieduto ed essere destinate al sociale.
Vari tagli di euroDopo le polemiche e le tensioni con le Regioni riguardo ai tagli agli Enti Locali contenuti nella Finanziaria in fase di approvazione, sconcerta questa ennesima presa di posizione che per nulla recede da una linea di indifferenza verso le esigenze delle autonomie, sminuendo così l’incidenza delle conseguenti ripercussioni.
Le decurtazioni in oggetto, soprattutto nelle zone del Paese meno provviste di mezzi, potranno tradursi in drastici tagli ai servizi destinati alle persone con disabilità sul loro territorio, accentuando situazioni di vera e propria povertà.

Data l’entità della minacciata riduzione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali 2005 (intorno ai 500 milioni di euro) e considerata l’inadeguatezza delle pensioni di invalidità erogate dall’INPS, la FISH sostiene che proprio verso queste aree già colpevolmente lese siano da destinare questi 620 milioni di euro.
Un provvedimento del resto in linea con gli impegni presi dal vicepresidente della Camera Publio Fiori proprio in occasione della manifestazione del 15 novembre.

*Presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

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