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Haleigh come Terry

Un'immagine di Haleigh PoutreAll’inizio di questo mese, per due o tre giorni è rimbalzata sui giornali la storia di Haleigh Poutre, undicenne del Massachusetts (Stati Uniti) in coma dallo scorso settembre a seguito di gravi percosse.
La notizia che ha portato alla ribalta il caso è quella della richiesta avanzata al tribunale di staccare la spina della respirazione artificiale e dell’alimentazione: un caso di coscienza che ricorda quello di Terry Schiavo, la donna per cui nella primavera scorsa il tribunale americano aveva disposto l’eutanasia, ponendo termine ad una lunga battaglia etica e giuridica tra il marito e la famiglia di origine.

Questa volta, però, la situazione si complica, visto che i fautori della vita ad ogni costo si troveranno a combattere accanto al padre adottivo di Haleigh e cioè l’uomo accusato di averla picchiato al punto da causarle il coma e che verrebbe processato per omicidio se si decidesse di procedere all’eutanasia.
Egli infatti, facendo riferimento a princìpi etici, si sta opponendo alla richiesta della madre naturale e dei servizi sociali di spegnere le macchine.
Quanto alla madre adottiva, anch’essa accusata di aver percosso Haleigh, è stata trovata morta accanto al cadavere della propria madre a pochi giorni dal grave incidente subito dalla figlia undicenne.

Proponiamo qui di seguito l’opinione di Giorgio Genta dell’ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi) Federazione Italiana e pubblicheremo in seguito altre opinioni su questo argomento, tenendo conto che l’interesse per il dibattito non sta certo nell’opporre diversi schieramenti che tifano con coinvolgimento emotivo perché si avveri l’una o l’altra ipotesi. Infatti, di fronte al mistero di un essere umano nelle condizioni in cui versa Haleigh, tenteremo piuttosto di riflettere e di giudicare il meno possibile.

«Come Terri – annota Genta – anche Haleigh è figlia nostra. Giunge infatti dagli Stati Uniti l’eco dell’ennesima richiesta  di “staccare la spina”, questa volta per Haleigh Poutre, una sfortunata  ragazzina di Springfield in coma, secondo recentissime notizie di stampa, per le percosse del patrigno che ora si oppone alla richiesta dei sevizi sociali, che seguono il caso, di por fine a quello che resta della sua giovane vita.
Caso tristissimo quello di Haleigh (speriamo  che nessun uomo politico speculi sulle tante disgrazie della sua giovane vita) e che troppo colpisce nel ribaltamento dei valori, almeno così come siamo abituati a valutarli a casa nostra.
Questa volta  sono i servizi sociali (!!!) a chiedere una sentenza di morte, malgrado non vi siano pareri concordi sulla possibilità di un suo “risveglio”, sempre restando alle fonti giornalistiche che abbiamo esaminato. Evidentemente il caso di Sarah e quello “nostrano” di Salvatore non hanno insegnato loro nulla.
Ad essi si oppone un patrigno violento, non già per un tardivo atto d’amore, ma per la consapevolezza che la morte di Haleigh aggraverebbe la sua posizione di fronte alla legge.
E come se questa “storia americana” non fosse già abbastanza triste, c’è un ulteriore corollario di sangue: matrigna e nonna trovate morte – forse un suicidio e un omicidio – per quanto successo a Haleigh.
Nessun commento è possibile: solo un augurio di pace per Haleigh e che in questa o in un’altra vita possa trovare un po’ più d’amore».