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L’Unione Europea e i diritti che avanzano

Sono evidenziati in rosso i venticinque Stati membri dell'Unione EuropeaCome è accaduto per le tante battaglie portate avanti negli ultimi decenni in difesa dei diritti delle persone con disabilità, anche in questo momento storico l’EDF (European Disability Forum) – organizzazione “ombrello” che rappresenta gli interessi di oltre cinquanta milioni di cittadini disabili del nostro continente – sta facendo sentire il peso della propria presenza e il suo ruolo si sta rivelando fondamentale nell’ambito delle politiche dell’Unione Europea sulla disabilità, i diritti umani e la non discriminazione.
Proprio sulla scia di questo impegno si è svolto il 2 marzo a Bruxelles un incontro tra Joseph Borrell, presidente del Parlamento Europeo, e Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF.
Tema principale del confronto è stata la garanzia, offerta da Borrell, che d’ora in poi la realtà della disabilità sarà prioritaria all’interno del processo di integrazione europea.

Più nel dettaglio, i punti chiave del colloquio hanno riguardato il rafforzamento sia delle strategie di non discriminazione che della legislazione relativa alla disabilità – nell’ambito dell’Unione – con i due autorevoli rappresentanti che si sono trovati d’accordo anche nel garantire che in futuro i Fondi Strutturali Europei non saranno mai più destinati a progetti che potranno in qualche modo favorire lo sviluppo di barriere o discriminare ulteriormente le persone con disabilità.

«Il Parlamento di Bruxelles è sempre stato un alleato chiave del Movimento Europeo per la Disabilità – ha dichiarato Vardakastanis – e siamo quindi fiduciosi che tale istituzione, eletta direttamente dai cittadini d’Europa, continuerà a difendere ai massimi livelli politici un approccio alla disabilità basato sui diritti umani. Non c’è dubbio infatti che questo Parlamento possa giocare un ruolo chiave anche nel garantire, sia per quanto riguarda l’Agenda di Lisbona* sia nelle discussioni sul futuro dell’Europa, l’attenzione necessaria verso i cinquanta milioni di cittadini europei con disabilità».

«Il 2007 – ha concluso Vardakastanis – sarà l’Anno Europeo per le Pari Opportunità e al tempo stesso ricorrerà il decimo annniversario del Movimento Europeo per la Disabilità. Se non è questo il momento giusto per porre fine alle discriminazioni in Europa sulla base della disabilità, allora vuol dire che non lo sarà mai!».

*L’Agenda di Lisbona è il programma di riforme economiche approvato nel 2000 a Lisbona dai capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, con l’obiettivo di fare dell’Unione stessa «la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010».