Dall’Emilia Romagna un progetto sulla sessualità

Un tema che spesso riemerge è quello riguardante la sessualità e la disabilità, ma spesso le iniziative in questo ambito restano isolate. È ora l’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) dell’Emilia Romagna a proporre un progetto organico, con attività formative, di documentazione e culturali, assieme ad un raccordo con i vari servizi territoriali

Pablo Picasso, Bacio, 1970, Mougins, Collezione PicassoHa preso avvio nell‘inverno del 2005 il progetto regionale delle Sezioni AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) dell’Emilia Romagna, dedicato al tema Sessualità e disabilità, argomento che ciclicamente emerge, ma che spesso pare rimanere sempre all’anno zero, legato ad una percezione di tabù che fa sì che le varie iniziative attivate – soprattutto da associazioni, infinitamente meno dai servizi sociosanitari ed educativi degli Enti Locali – rimangano isolate, a sé stanti, sicuramente ripetitive per certi versi, non riuscendo a fare sistema e a incidere in maniera significativa e visibile nelle culture della disabilità dei vari territori.
In parallelo bisogna per altro riconoscere che i nodi culturali e psicologici che tale tematica affronta sono molto complessi: mettere insieme due termini che nella cultura evocano sentimenti e immagini antitetiche, le difficoltà di confronto tra istituzione e sessualità, l’inevitabilità di affrontare anche la propria personale esperienza e cultura in materia.

Partendo da queste considerazioni e in funzione delle varie esperienze e iniziative portate avanti da oltre vent’anni dall’AIAS di Bologna e più recentemente dall’AIAS di Ferrara, il Comitato Regionale delle Sezioni AIAS dell’Emilia Romagna, con il supporto organizzativo e progettuale del Centro Servizi per il Volontariato della città estense, ha presentato un progetto di lavoro nell’ambito delle attività interprovinciali dei Centri di Servizio per il Volontariato della regione, tenendo anche conto delle esperienze già attivate negli anni precedenti all’interno di questa rete, ad esempio a Parma e a Ferrara.

Il progetto prevede il coinvolgimento di varie sedi regionali AIAS, tramite l’attivazione di numerose iniziative che possono essere riassunte schematicamente in:
– Attività di formazione
Sono stati attivati gruppi di lavoro con persone disabili a Ferrara e Bologna, centrando l’attenzione, nel secondo caso, sullo specifico della disabilità e dell’identità femminile. Tale tema sarà oggetto anche di un seminario a Bologna il 7 ottobre 2006.
– Seminari e attività teatrale
Verrà rappresentato a Piacenza, Ferrara (23 settembre 2006, Sala Estense) e Bologna (20 ottobre 2006, ITC Teatro, San Lazzaro di Savena) lo spettacolo C4, promosso dall’Associazione Paraplegici di Cesena e dedicato al tema del corpo nella disabilità. Si tratta di uno spettacolo di grande interesse che tocca uno dei nodi centrali di ogni possibile riflessione in tema di disabilità: il corpo che non a caso – ed è paradossale ricordarlo – è spesso il grande assente dalla scena della disabilità. In questo senso C4 compie l’operazione di riportarlo, appunto, in scena, togliendolo quindi dalla sua “o-scenità”.
Agli spettacoli faranno seguito brevi seminari che affronteranno il tema del corpo disabile da ottiche diverse: riabilitativa, psicoanalitica, filosofica.
– Attività di documentazione
Con l’organizzazione nel sito dell’AIAS di Bologna di una sezione di documentazione espressamente dedicata al tema.
– Raccordo del progetto con i servizi territoriali
Sempre a Bologna l’AIAS sta prendendo contatti con le assessore delegate alle Pari Opportunità di Comune e Provincia per illustrare il progetto.
Il Comune ha istituito un gruppo di lavoro sul tema delle differenze in cui sono ricomprese anche le questioni legate alla marginalità.
Per Ferrara vale poi la pena segnalare che il convegno del 29 ottobre 2005 Se qualcuno ascolta siamo liberi. Le famiglie e la sessualità dei figli disabili ha dedicato la seconda sessione di lavoro espressamente ad una tavola rotonda di raccordo con i servizi  territoriali.

Bisogna infine ricordare che il progetto emiliano si avvale della consulenza scientifica di Maria Cristina Pesci, medico e psicoterapeuta.

Per approfondimenti in materia si possono consultare i siti dell’AIAS di Bologna e quello del Centro Risorse Handicap del Comune di Bologna, agli indirizzi:
www.aiasbo.it/progetti/Progetto_CRER/progetto_crer.htm
www.handybo.it/news_crh/sessualita.htm.
Per ulteriori informazioni:
Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara (coordinatore del progetto)
tel. 0532 765728,
info@csvferrara.it.
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