Gestire bene questo ritorno al passato

Scorporare le competenze sociali dall’attuale Ministero del Welfare, per attribuirle al dicastero della Solidarietà Sociale, sembra effettivamente un ritorno al passato che contrasta con gli obiettivi dell’integrazione. Un rischio concreto che potrà essere vanificato solo da un’azione politica unitaria del nuovo Governo

Con la formazione del nuovo Governo Prodi, annotiamo che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (quello che nel precedente Governo era il Ministero del Welfare di Roberto Maroni) è stato “spacchettato”, scorporando cioè le competenze sociali, attribuite al Ministero della Solidarietà Sociale.

Si tratta di una separazione che per molti aspetti costituisce “un ritorno al passato”. Le politiche del lavoro e della previdenza vengono infatti nuovamente distinte da quelle dell’assistenza e della solidarietà, riproponendo una separazione fra cittadini attivi e cittadini in condizione di bisogno o di disabilità, fra mercato e sussidiarietà.

Questa scelta contrasta radicalmente, almeno in linea di principio, con gli obiettivi dell’integrazione sociale.
Un’altra complicazione è costituita poi dal fatto che è stato istituito anche il Dipartimento per la Famiglia e quello per le Politiche Giovanili, ciò che potrà portare a molte sovrapposizioni di deleghe e di competenze.

Questo per il momento è il dato, riferito ad una frammentazione dovuta alla molteplicità dei partiti che costituiscono il nuovo Governo. Tutto ciò, naturalmente, non può escludere a priori un’azione politica unitaria.

Paolo Ferrero, il nuovo ministro della Solidarietà SocialeTornando comunque alle politiche per la disabilità, esse vengono affidate al Ministero della Solidarietà Sociale, a capo del quale è stato nominato Paolo Ferrero, sindacalista di Rifondazione Comunista.
Per Ferrero, nato 46 anni fa in un piccolo paese tra le montagne del Piemonte, la passione politica si fonde con l’impegno nella Chiesa Valdese.
Cresciuto a Torino, dove ha lavorato come operaio alla Fiat, il neoministro ha convissuto a lungo, prima di sposarsi e separarsi, e ha due figli (Nicolò di 12 anni e Agnese di 18). Arriva oggi alla prestigiosa carica direttamente dal suo ruolo di responsabile dell’area delle politiche del lavoro, economiche e sociali di Rifondazione Comunista.
Appassionato di musica, e soprattutto di jazz, suona la chitarra, il pianoforte e anche il violino. Pratica varie attività sportive, tra cui preferisce l’alpinismo e l’arrampicata, dedicandosi anche al ciclismo e al podismo.
Al nuovo ministro auguri di buon lavoro.

*Presidente dell’ANIEP (Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti Civili e Sociali degli Handicappati). 

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