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Il movimento che diventa suono

Dal 26 aprile di quest’anno è attivo il Centro Europeo di Musicoterapia, un nuovo servizio gratuito offerto dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Modena, in collaborazione con l’Istituto MEME, rivolto in particolare a bambini, adolescenti e famiglie.
Si tratta di un progetto, come ci raccontano i promotori, articolato a sua volta in «progetti specifici individuali, e/o rivolto a gruppi misti, di itinerari orientativi, preventivi, abilitativi, riabilitativi, formativi ed educativi, in collaborazione con scuole e loro insegnanti, associazioni ed enti pubblici e privati».

Musicoterapia al Centro modeneseLo scopo è quello di utilizzare la musicoterapia – «strumento preventivo-abilitativo che utilizza l’espressione musicale in quanto forma e mezzo per la comunicazione, finalizzandola alla stimolazione e allo sviluppo di funzioni biologiche, sensoriali, percettive, affettive ed emozionali» – per trattare il «disagio scolastico, emozionale, affettivo e relazionale dei minori e renderli anche primi protagonisti e partecipanti alla tutela preventiva del disagio».

In particolare, tra le metodologie utilizzate, il Centro offre il soundbeam, apparecchio che produce un fascio di ultrasuoni che il movimento converte in suoni, inventato dal compositore Edward Williams a Bristol nel 1984 e originariamente utilizzato dai ballerini di danza classica che mentre si muovevano producevano la musica che stavano danzando.

Ma c’è anche un altro nome importante legato alla storia del soundbeam ed è quello di David Jackson, “il Van Gogh del sassofono”, lo storico musicista dei Van Der Graaf Generator, gruppo pop che raggiunse negli anni Settanta i massimi vertici della popolarità internazionale.
Nel 2002, infatti, Jackson ha pubblicato insieme agli studenti con disabilità della Treloar’s School, in Inghilterra, l’album Beams & Bells – Live at the Queen Elizabeth Hall, dove sfrutta, appunto, il soundbeam. Ed è proprio questo l’apporto che egli negli ultimi vent’anni si è impegnato personalmente a dare nel recupero di bambini con difficoltà psicomotorie: in sostanza, l’artista ha capito che il soundbeam poteva diventare un apparecchio fondamentale per le attività musicali delle persone con disabilità.

In questo modo l’ausilio è diventato uno strumento specificamente rivolto a persone con limitata capacità motoria i cui pur piccoli movimenti di mani, teste o altre parti del corpo – messi in relazione con dei raggi (beams) colorati e collegati a dei moduli sonori – producono le note musicali: in questo modo i ragazzi possono suonare e contemporaneamente prendere confidenza con le proprie possibilità motorie.

Il soundbeam è stato presentato a Modena  al Primo Festival dell’Espressività, nel novembre del 2005, alla presenza dello stesso David Jackson.
(Barbara Pianca)