Nuoto per l’integrazione

Si stanno svolgendo in questi giorni a Preganziol (Treviso) i Giochi Nazionali di Nuoto Special Olympics, inaugurati con l’arrivo della fiaccola olimpica. La manifestazione coinvolge per quattro giorni (fino al 24 giugno) circa quattrocento atleti e oltre trecento volontari

Sono in corso in questi giorni a Preganziol (Treviso) i Giochi Nazionali di Nuoto Special Olympics ai quali – tra il 21 e il 24 giugno – partecipano quasi 1.700 persone.Giovane esulta in piscina Saranno infatti oltre 400 solo gli atleti con disabilità psichica che fino a sabato scenderanno in acqua per questo evento sportivo.
La cerimonia inaugurale del 21 giugno, in perfetto stile olimpico, ha visto l’arrivo – tra sfilate e momenti di spettacolo – anche della fiaccola, con la quale è stato acceso il braciere che verrà spento sabato 24, durante la grande festa di chiusura.
Rispettando poi lo spirito che caratterizza tutte le iniziative curate da Special Olympics (cui dedichiamo qui di seguito uno specifico approfondimento), anche durante le giornate di questi Giochi vengono proposte diverse iniziative quali i Progetto Torch Run  e Città Ospite, il Programma Scuola, il Programma Salute e il Forum delle famiglie.
Incontri paralleli importanti, questi, che arricchiscono una manifestazione la quale non vuole essere solo un evento sportivo, ma anche di cultura, confronto e formazione in quell’ottica di integrazione sociale che rappresenta una delle finalità principali di Special Olympics.
(C.N.)

Per aggiornamenti sull’andamento della manifestazione, consultare il sito http://www.specialolympics.it/.
Per ulteriori informazioni:
Special Olympics Italia Onlus, Via Decima, 40, 00144 Roma
tel. 06 52246486, fax 06 52246835,
soi@specialolympics.it.
Special Olympics Italia
Si tratta di un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per più di un milione di ragazzi ed adulti con ritardo mentale. Nel mondo, sono ben 165 i Paesi che lo adottano. 
Questo il giuramento di Special Olympics: «Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze».

In Italia – per circa 15 anni – Special Olympics è stato inserito nell’ambito delle attività della Federazione Italiana Sport Disabili (FISD).
Dal 1° Ottobre 2003, però, Special Olympics ha raggiunto una maggiore autonomia, approvando un proprio statuto, con il proposito di dare maggior risalto a tutto il movimento e maggior diffusione al suo messaggio di gioia e di speranza.
In questo contesto, ogni anno una rappresentativa italiana viene chiamata a partecipare alternativamente ai Giochi Mondiali (Invernali o Estivi) o a quelli Europei. «Nel mondo – si può leggere nel sito di Special Olympics – oltre tre milioni di familiari e un milione di volontari ci aiutano a realizzare ogni anno circa sedicimila grandi eventi».

Special Olympics è riconosciuto dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO), così come è riconosciuto il Comitato Italiano Paralimpico (CIP).
Special Olympics e CIP sono però due organizzazioni separate e distinte, con diverse premesse e una differente filosofia alla loro base.
Infatti, mentre il Comitato Italiano Paralimpico opera – coerentemente con i criteri dei Giochi Olimpici – con gare competitive riservate ai migliori, Special Olympics – ovunque nel mondo e ad ogni livello (locale, nazionale e internazionale) – è un programma educativo che propone e organizza allenamenti ed eventi solo per persone con ritardo mentale e per ogni livello di abilità.
Le sue manifestazioni sportive sono aperte a tutti e premiano tutti, sulla base di regolamenti internazionali continuamente testati e aggiornati.

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