Le sponde del fiume

Ancora spazio ai diritti delle persone con disabilità e di chi li assiste. Alla nota di Sabatino Di Carlo da noi pubblicata qualche giorno fa (“Permessi lavorativi: non privilegi, ma diritti”), risponde ancora Giorgio Genta, che al dibattito aveva dato il via con il suo editoriale intitolato “Il costo di una vita”

Le sponde del fiume MagraCoraggiosamente Sabatino Di Carlo [in Permessi lavorativi: non privilegi, ma diritti, N.d.R.], medico e genitore di un bimbo disabile, si espone professionalmente e umanamente sul tema dei rapporti professionisti-famiglie con disabilità.
Bravo! Partendo dal suo caso personale, quasi scusandosene (viva le persone che parlano di cose che conoscono!), manifesta comprensione nei confronti dei genitori dei ragazzi che ha in cura.
C’è però un punto che ci lascia perplessi: perché genitori e professionisti debbono necessariamente essere come le due sponde di un fiume (speriamo non del mare!), se il fine unico è quello del bene del bimbo con disabilità?
Perché non può dire ai genitori che li capisce “malgrado” le difficoltà create dai conti della Sanità? E che tali conti non sono nel miserando stato in cui versano per i costi sanitari dei loro figli, ma per megaconsulenze inutili, iperbolici stipendi di dirigenti, sprechi vari, ospedali male utilizzati, mancanza di una seria politica di prevenzione ecc. ecc.?
Così la prossima volta potrebbe firmarsi “un genitore-medico sulla stessa sponda” (oppure “sul ponte”!).

*Presidente di ABC Liguria (Associazione Bambini Cerebrolesi) – appartenente alla Federazione Italiana ABC – e rappresentante dell’Associazione DopoDomani ONLUS.
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