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La scienza e la testimonianza

Studiosa affermata, psicologa dello sviluppo e docente all’Università di Torino, Silvia Bonino ha dovuto sperimentare su di sé la più traumatica delle esperienze, nel contatto con una malattia come la sclerosi multipla, ma la sua opera Mille fili mi legano qui. Vivere la malattia – pubblicata recentemente da Laterza – non è “solo” un’autobiografia. In essa, infatti, l’autrice «intende illustrare – ha scritto Silvia Tacchini nel sito www.sclerosi.org – come sia possibile affrontare una malattia cronica piuttosto grave, anche se priva di esiti mortali immediati, modificando e adattando non soltanto e non tanto lo stile di vita, quanto piuttosto il modo di pensare a se stessi in rapporto al mondo: la sofferenza e il dolore possono non stravolgere completamente la vita se, anziché operare tagli netti, volgere i propri interessi in direzioni completamente diverse, ci si piega a considerare le risorse che nel corso degli anni si sono accumulate e che la mente può continuare a utilizzare».

Un libro, quindi, scritto proprio nel momento in cui la malattia obbliga a operare una scelta radicale quale l’allontanamento dall’università, nella quale si era lavorato per molto tempo, ma recuperando quanto nel corso di quel tempo si era studiato e insegnato. Un’autobiografia che diventa una sorta di “filtro” attraverso il quale l’autrice seleziona i vari riferimenti scientifici.
E non a caso, nelle intenzioni di Bonino, il volume è indirizzato in primo luogo agli psicologi e ai medici, spesso ben lontani dal pensare la malattia in termini di sviluppo.

Infatti, scrive ancora Silvia Tacchini, «solo un’esperienza vissuta in prima persona, sulla propria pelle, può autorizzare a rivendicare con forza la necessità di rispettare anche le emozioni negative provate dal malato, quali la depressione e il dolore, e può soprattutto rendere credibili nel fare ciò».
(S.B.)

Silvia Bonino, Mille fili mi legano qui. Vivere la malattia, Roma-Bari, Laterza, 2006, 170 pagine, 12 euro.