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In Libano e Israele si violano i diritti umani

La denuncia che la sede europea dell’associazione Persona in carrozzina guarda l'orizzonteDisabled Peoples’ International (DPI) rivolge a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Medio Oriente tra Israele e il Libano è di violazione dei princìpi fondamentali che stanno alla base della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata nel 1948 dalle Nazioni Unite.
«DPI – si legge nel comunicato – è disgustata nel vedere che le persone ignorano le reciproche umanità e gli aspetti complementari delle proprie diverse identità, e invece si mutilano e distruggono a vicenda».

In particolare, ciò che preoccupa maggiormente quanti operano all’interno di questa associazione internazionale è la sicurezza delle persone con disabilità che vivono nella zona interessata dal conflittoUna cartina della regione del Medio Oriente e il fatto che esso produrrà – tra i suoi effetti – anche l’aumento del numero di persone disabili.
Alla luce del fatto, quindi, che in zone di conflitto queste ultime molto spesso non hanno alcuna possibilità di proteggersi e sono costrette a subire trattamenti che ledono la loro dignità, Disabled Peoples’ International avanza una serie di richieste a tutti i soggetti coinvolti.
Prima di tutto, rivolgendosi direttamente ai leader politici israeliani e a quelli di Hezbollah chiede loro di porre fine ai bombardamenti sulle popolazioni civili degli opposti Paesi.
In secondo luogo, chiede ai governi di trovare delle risoluzioni pacifiche basate su un confronto condiviso nell’ambito delle Nazioni Unite.

«Noi sollecitiamo i governi – dichiara la nota ufficiale di DPI – le organizzazioni umanitarie e l’intera comunità internazionale a ricordarsi delle persone con disabilità e a fare in modo che le loro necessità trovino delle risposte adeguate».
(C.N.)