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Fiato sospeso per la Convenzione

Lavori in corso all'ONUProsegue ad un livello quasi frenetico la discussione del Comitato Ad Hoc (Ad Hoc Committee), riunito all’ONU nella sua ottava sessione, per definire la prima Convenzione per la Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità.
L’ambasciatore Don MacKay, presidente del Comitato, alla fine della prima settimana aveva costruito un buon lavoro di supporto alle mediazioni possibili per giungere ad un testo condiviso: facilitatori di testo (sulla definizione di persone con disabilità, sul monitoraggio, sugli altri articoli controversi); proposte procedurali per abbreviare la discussione sul testo (limitando il tempo di presentazione degli emendamenti, accettando gli emendamenti stessi su un consenso di più Paesi); costruzioni di incontri informali e così via.
La Presidenza sembrava quindi una sorta di “portaerei”, dove decollano velivoli per le destinazioni più svariate. All’inizio di questa settimana, invece, la “portaerei” si è trasformata in un importante scalo internazionale, ove decollano aerei ogni minuto.

La contrattazione si svolge su molti tavoli ed è sempre più frenetica. Incontri paralleli sulla definizione della disabilità e il monitoraggio internazionale si incrociano ad una raffica di emendamenti (ne sono state presentate ben ventidue pagine, in relazione al testo meno controverso…) e la discussione in plenaria sta diventando problematica perché non sempre si ha il tempo di approfondire tutti gli emendamenti e di condurre un adeguato lavoro di lobbying.
L’IDC (International Disability Caucus) cerca di essere presente su tutti i tavoli, ma non sempre la sua voce viene ascoltata: il ruolo delle delegazioni governative sta infatti diventando preponderante.
Ma qual è al momento lo stato della negoziazione sui temi più controversi? Vediamolo punto per punto.

Monitoraggio
Qui la discussione è diventata rovente sugli articoli 37 (Comunicazioni individuali), 37 bis (Procedure d’inchiesta) e 38 (Visite nei Paesi): la Cina, l’India, la Russia, Cuba, Venezuela e vari Paesi Arabi e Asiatici sono contrari ad avere questi articoli e c’è una proposta del Liechtenstein di proporne uno opzionale.
Tali articoli presentano la possibilità di una partecipazione diretta della società civile nelle procedure di implementazione e sarebbe molto negativo se essi non fossero inseriti nel testo. Sin da oggi [ieri per chi legge, N.d.R.] vi saranno ulteriori negoziazioni.

Definizione della disabilità e delle persone con disabilità
Il negoziato ha prodotto un testo condiviso sul concetto di disabilità, come concetto in evoluzione e basato sul modello sociale della disabilità, inserito nel preambolo.
Pietro V. Barbieri e Giampiero Griffo, componenti della delegazione italiana, al Palazzo delle Nazioni Unite (foto di Giuliano Giovinazzo) Il testo di definizione delle persone con disabilità inserito nell’articolo 1 della Convenzione (Scopi) è invece ancora in discussione: Cina, India, Russia e Paesi Arabi vogliono una definizione ristretta, collegata alla definizione delle Regole Standard e riferita alle minorazioni permanenti (o di lungo periodo), mentre l’Unione Europea e l’IDC vorrebbero allargarla a condizioni temporanee, inserendo terminologie più precise (ad esempio: disabilità psicosociali, intellettive, piuttosto che mentali).
Altro tema controverso è quello del legame tra condizione di minorazione e ostacoli e barriere frapposte dalla società: la mediazione sembra possibile su un testo estremamente conciso: oggi [ieri per chi legge, N.d.R.] vi saranno delle negoziazioni con la speranza di un accordo.
L’IDC – rispetto allo stato della negoziazione sulla definizione – ha espresso un proprio giudizio negativo.

I testi più controversi
Innanzitutto vi è quello sulle donne, ove la negoziazione, in questa fase, riguarda l’introduzione di riferimenti alla condizione di genere in vari articoli della Convenzione.
Sulla cooperazione internazionale, poi, non si è ancora giunti ad una proposta condivisa, così come sull’articolo 12 (rappresentanza davanti alla legge) e sull’articolo 17 (integrità personale).
L’articolo 11 (situazione di rischio) può innescare una vera e propria “bomba a tempo”: i Paesi Arabi, infatti, sono compatti nel chiedere l’inclusione dell’occupazione dei territori all’interno delle situazioni di rischio elencate nella Convenzione, mentre i Paesi Occidentali sarebbero contrari, giudicandolo un emendamento strumentale e troppo politico.
Il presidente MacKay sta postponendo la discussione, sperando che si giunga ad un accordo prima di arrivare in plenaria.

Articoli con emendamenti non significativi
Oggi (martedì 22) si stanno facendo su questo versante sostanziali passi in avanti. Sono stati approvati dieci articoli e molti Paesi hanno iniziato a ritirare i propri emendamenti per favorire la speditezza della discussione.
Per come procedono spediti i lavori odierni, questa attitudine che va estendendosi ad altri Paesi potrebbe consentire di arrivare ad un testo condiviso in tempi compatibili con questa sessione.
E in ogni caso è ancora presto per dire se la sessione attuale licenzierà il testo condiviso: fino all’utimo minuto si rimarrà con il fiato sospeso.

*Advisor (consigliere) della Delegazione Ufficiale del Governo Italiano, in qualità di rappresentante del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità).