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Ne valeva comunque la pena!

«Il Breithorn Occidentale – si può leggere in CrinaleOnLine, sito specializzato in alpinismo – è il 4000 forse più facile delle Alpi che si trova sopra Cervinia in Valle d’Aosta. Questa montagna in effetti non presenta particolari difficoltà tecniche e dalla sua vetta si può ammirare un bellissimo panorama sui 4000 più famosi, tra cui il Cervino».

Disegno di Emilio Giannelli in esclusiva per «DM», giornale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). Per gentile concessione dell'Autore e della UILDMProbabilmente per un alpinista sarà indubbiamente così, ma ciò nulla toglie all’importanza e all’eccezionalità dell’impresa tentata qualche giorno fa da due persone con disabilità giapponesi, Seiji Uchida e Kyoga Ide, che accompagnati da una squadra scientifica del Centro di Ricerche di Tsukuba, a nord di Tokyo, sono partiti per arrivare appunto ai 4.165 metri della vetta del Breithorn, cima di confine tra la Valle d’Aosta e la Svizzera, che geograficamente appartiene al territorio vallese della Confederazione Elvetica.

L’ascensione è incominciata dalla stazione della teleferica Matterhorn Glacier Paradise, a 3.883 metri da dove, normalmente, la vetta del Breithorn può essere raggiunta in circa due ore e mezza. A circa metà percorso, però, la squadra è stata costretta a rinunciare, dopo essere giunta in una zona particolarmente impervia, ove sarebbe stato necessario ricorrere ai ramponi per il ghiaccio.

E in ogni caso i due giapponesi – l’uno paraplegico a causa di un incidente stradale, l’altro colpito da una forma di distrofia muscolare – hanno dichiarato di essere stati molto contenti di avere tentato questa impresa.
Il primo di loro è stato trainato su una slitta, il secondo, invece, è stato trasportato da una guida che indossava una tuta dotata di speciali sensori in grado di rilevare le tensioni muscolari e di moltiplicarne l’energia tramite particolari apparati elettrici.
(S.B.)