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Se qualità fa rima con accessibilità

Forse un giorno si potrà arrivare ovunque. Da qualche parte succede già...Si è parlato anche di disabilità all’interno della Terza Conferenza Nazionale del Turismo, svoltasi a Montesilvano (Pescara) il 30 settembre e il 1° ottobre scorsi e dedicata al tema Turismo Targato Italia.
Lo si è fatto in particolare all’interno di uno dei gruppi di lavoro più interessanti, quello denominato La Marca Italia e la Qualità, coordinato dall’assessore al Turismo della Regione Toscana Anna Rita Bramerini, che ha visto l’Associazione SiPuò* – Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile portare il proprio prezioso contributo a nome della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

«Il tema proposto del Turismo Targato Italia – si legge nel documento conclusivo prodotto da tale gruppo di lavoro – è certamente di grande importanza e attualità. Abbiamo attraversato momenti particolarmente difficili per l’economia mondiale che il nostro Paese ha vissuto, purtroppo, con maggiore drammaticità. Fortunatamente dal 2005 si assiste ad una significativa inversione di tendenza anche per i flussi turistici verso il nostro Paese. Ma non possiamo pensare di aver definitivamente lasciato alle spalle i problemi che il turismo italiano ancora presenta».

E tra le “ricette” proposte per rilanciare l’offerta turistica nazionale dev’esserci un prodotto «che non può prescindere dall’ottimale rapporto qualità/prezzo. Ciò significa anche basare la costruzione dell’offerta su principi di sostenibilità, su qualificate risorse umane, su una adeguata accessibilità delle destinazioni turistiche e sulla qualità complessiva dei servizi ricettivi e di accoglienza».

Alla fine del documento viene proposto un Decalogo degli obiettivi da condividere per la promozione della Qualità della Marca Italia nel Mondo e anche qui vi sono almeno due importanti riferimenti, il primo dei quali al secondo punto, ove si parla di «strutturare un modello organizzativo che consenta di disporre con continuità di dati ed elementi di conoscenza delle dinamiche e delle tendenze della domanda turistica internazionale attraverso adeguate forme di raccordo tra l’operatività dell’Agenzia ENIT e l’Osservatorio nazionale del Turismo a cui affidare anche il monitoraggio della qualità del lavoro e dell’accessibilità dei luoghi del turismo».

Ancor più esplicito il passaggio del nono punto, ove si dichiara di volere «sviluppare azioni di supporto ai soggetti pubblici e alle imprese, finalizzate, in particolare, a incentivare l’innovazione orientata al miglioramento del rapporto qualità/prezzo e della sicurezza delle destinazioni e della relativa offerta turistica anche tramite il ricorso alle certificazioni di qualità (di prodotto e di processo), ambientali, di responsabilità sociale e nell’ottica di un turismo accessibile per tutti [grassetti qui e nelle precedenti citazioni, a cura nostra, N.d.R.]».
(S.B.)

Il testo integrale del documento prodotto dal gruppo di lavoro La Marca Italia e la Qualità, all’interno della Conferenza Nazionale del Turismo di Montesilvano (Pescara), 30 settembre-1 ottobre 2006, è disponibile cliccando qui.
*L’Associazione SiPuò
Nata nel 2000 per volontà di un gruppo di professionisti e imprenditori privati che già da lungo tempo avevano avviato fra di loro proficue collaborazioni in molteplici iniziative riguardanti il turismo e la disabilità, l’Associazione SiPuò – Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile – presieduta da Roberto Vitali  e con la quale collabora anche il nostro direttore responsabile Franco Bomprezzi – si presenta come una struttura interessante sin dal nome prescelto, che tenta di spostare i termini del problema, dal punto di vista culturale, ma anche, più semplicemente, della comunicazione, dalla “non abilità” alle effettive “possibilità”.
In altri termini, l’affermazione “SiPuò” rappresenta una sfida in una duplice direzione: da un lato il messaggio si rivolge agli operatori professionali che a vario titolo sono impegnati nella filiera del turismo per tutti: amministratori pubblici, aziende di promozione, tour operator, agenzie di viaggio, gestori di attività ricettive e di esercizi pubblici, servizi di informazione al pubblico, associazioni di volontariato, imprese sociali; dall’altro quel “SiPuò” con l’accento ben calcato sulla “ò” va dritto al cuore e alla mente delle persone disabili e delle loro famiglie, spingendo con forza in direzione di una precisa quanto innovativa presa di coscienza delle effettive potenzialità, dei diritti in atto, in quanto clienti e consumatori di servizi di turismo “normali”, di cittadini che sono inseriti in un circuito di relazioni (la scuola, il lavoro, gli amici, il divertimento, la cultura) che devono prevedere anche la positiva presenza di un pubblico che ha esigenze particolari (forse e non sempre), ma che sicuramente ha desideri, bisogni e istanze del tutto normali.
Era probabilmente indispensabile coagulare attorno ad un progetto non finalizzato al profitto (“Sipuò” è infatti un’associazione senza fini di lucro) le migliori esperienze in atto in Italia, spesso convergenti negli obiettivi, ma disarticolate nel territorio e parcellizzate rispetto alla domanda di “professionalità” che finalmente sembra crescere e farsi strada nel mondo del turismo.

SiPuò – Laboratorio Nazionale Turismo Accessibile
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