Non udenti che educano non udenti

C’è ancora tempo fino al 31 ottobre 2006 per iscriversi al corso universitario per educatori professionali con indirizzo per non udenti. Fortemente voluto da più parti, in Italia è il primo esperimento del genere

Lo hanno patrocinato l’ANIMU (Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei Segni), la Sezione di Viterbo dell’ENS (Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza dei Sordi), la CILIS (Cooperativa Interpreti di Lingua dei Segni Italiana), l’AFISBI (Associazione Tutela Famiglie Italiane Sordi per il Bilinguismo) e l’AIES (Associazione Italiana Educatori dei Sordi).
Erano davvero in molti a volerlo, questo corso, riconosciuto dall’Università Pontificia Salesiana e organizzato a Viterbo dall’Istituto Universitario Progetto Uomo diretto da Nicolò Pisanu.

Una mano che indicaC’è dunque ancora tempo fino al 31 ottobre per iscriversi al nuovo corso universitario per educatori professionali con indirizzo per non udenti, che avrà luogo a partire dall’anno accademico 2006-2007 nel Campus IPU (Istituto di Ricerca e Formazione Progetto Uomo) di Vitorchiano (in provincia di Viterbo).
Inserito all’interno del tradizionale corso di laurea per educatore professionale indetto dall’Istituto Progetto Uomo, ha durata triennale e crea una figura bilingue, cioè esperta di linguaggio dei segni (LIS) e di lingua italiana.
Il laureato, persona non udente, acquisirà nel corso dei tre anni «competenze socio-pedagogiche per operare sia in ambiti educativi, con giovani, adulti e anziani, sia in contesti di reinserimento sociale con persone che hanno problemi di emarginazione, disadattamento o comportamento deviante»; in particolare sarà in grado di intervenire nei confronti di un bambino non udente nei suoi primi anni di vita, introducendolo all’apprendimento della lingua italiana.

L’educatore professionale, mediatore «tra noto (realtà visiva) ed ignoto (realtà acustica)», sarà per il bambino sordo «una figura in cui riconoscersi, confrontarsi e pertanto rasserenarsi».Una donna che gesticola
Il bambino destinatario degli interventi dell’educatore è una persona cosiddetta “sorda prelinguale” cioè, secondo la Legge 381/1970, colei che ha «subito una perdita uditiva di entità superiore ai 75db prima del dodicesimo anno di età».
Si tratta di bambini i quali, tramite un intervento educativo tempestivo e mirato che stimola il processo di integrazione, possono uscire dall’isolamento in cui si rifugiano, quando si rendono conto di non essere in grado di utilizzare la forma di comunicazione acustico-verbale che utilizzano invece i genitori udenti.

La proposta universitaria realizzata a Viterbo risponde alle disposizioni della Legge quadro 104/1992 che prevede figure di «assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici e sensoriali», senza però chiari percorsi formativi per l’educatore sordo.
Organizzativamente, il corso si caratterizza per una scelta innovativa, quella cioè di concentrare lezioni, laboratori e lavori di gruppo (tutti alla presenza di un interprete simultaneo della lingua dei segni) in sette settimane consecutive per ognuno dei tre anni. Le materie affrontate sono: laboratorio linguistico, storia dell’educazione dei sordi, lingua italiana dei segni, linguistica, audiologia e patologie correlate alla sordità, legislazione e sordità, fondamenti di logopedia e tecnologie informatiche.
In altri periodi sono previsti formazione a distanza tramite internet e tirocini in strutture pubbliche, cooperative sociali e associazioni, individuati nelle zone di residenza dello studente.
(B.P.)

Per maggiori informazioni e per iscrizioni:
IPU (Istituto di Ricerca e Formazione Progetto Uomo)
Veronica Granato, Viale Fiume, 112, 01030 La Quercia (Viterbo)
tel. 0761 322700, fax 0761 321326
granato@progettouomo.net o info@progettouomo.net
www.progettouomo.net
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