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La fotografia è soprattutto immaginazione

La locandina del nuovo Museo Nazionale Alinari della FotografiaÈ stato inaugurato il 28 ottobre il nuovo Museo Nazionale Alinari della Fotografia, che ha la propria sede a Firenze, in Piazza Santa Maria Novella.
Ampliando il proprio ambito d’interesse dalla storia dei Fratelli Alinari a quella della fotografia italiana e mondiale, il Museo propone un vero e proprio viaggio attraverso centosessant’anni di storia della fotografia, offrendo la possibilità di ammirare sia le immagini che gli strumenti che hanno contribuito a immortalarle.
Raccolte di macchine fotografiche, di documenti, di cornici – di tutti quegli oggetti, insomma, da sempre legati al mondo della fotografia – si alternano a decine di scatti che nel tempo hanno permesso a questa forma d’arte di diventare uno dei principali mezzi di comunicazione

Ed è in questo contesto così particolare e di grande interesse che si inserisce l’originalissimo progetto realizzato dalla Fratelli Alinari in collaborazione con la Stamperia Braille della Regione Toscana.
«Si tratta di un percorso all’avanguardia che propone delle foto per non vedenti – spiegano gli organizzatori – trattate in modo che anche loro possano riuscire a “vederle”, ad apprezzarle. Una sorta di museo nel Museo, che dispone anche di un catalogo specializzato e di un’audioguida realizzata dal servizio del Centro Nazionale del Libro Parlato».1890, Loggia di San Paolo in Piazza Santa Maria Novella, Firenze - Per gentile concessione dell'Archivio Alinari di Firenze
Entrando nel dettaglio tecnico, si tratta di trasposizioni in rilievo delle immagini più significative del Museo (una ventina) che permetteranno a persone non vedenti di seguire – grazie al tatto – lo sviluppo storico della fotografia, dal dagherrotipo* a oggi.

«La Stamperia Braille – spiegano gli organizzatori – ha operato portando le immagini da due a tre dimensioni, non attraverso il procedimento orografico usato per le mappe, bensì con una tecnica originale e artigianale che prevede l’uso di materiali evocativi quali il vetro, il legno, diversi tessuti, la carta, la sabbia, il metallo, i quali non solo trasmettono informazioni utili, ma stimolano anche associazioni di pensieri, di emozioni».
Un bel progetto, quindi, complesso e unico al mondo, che porta avanti quel percorso di inclusione delle persone con disabilità – visiva, in questo caso – nella vita sociale del nostro Paese.
(C.N.)

*Il dagherrotipo è l’immagine ottenuta attraverso la modalità di riproduzione messa a punto dal francese Louis Daguerre. Presentato al pubblico nel 1839, il dagherrotipo si ottiene applicando elettroliticamente su una lastra di rame uno strato d’argento, che viene sensibilizzato alla luce. La lastra, quindi, dev’essere esposta entro sessanta minuti, per un periodo che varia dai dieci ai quindici minuti. Lo sviluppo ha luogo utilizzando vapori di mercurio, mentre il fissaggio dell’immagine si ottiene con una soluzione di iposolfito di sodio.

Per ulteriori informazioni:
Museo Nazionale Alinari della Fotografia
Piazza Santa Maria Novella, 14, 50123 Firenze
tel. 055 216310, fax 055 2646990,
mnaf@alinari.it.