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Un futuro uguale per tutti

Pierangelo Cenci e Giovanni Padovani, delegati italiani alla Conferenza di BruxellesMigliorare la partecipazione e l’inclusione sociale e lavorativa dei milioni di giovani con e senza disabilità provenienti dall’Europa allargata, in una prospettiva di diritti umani e pari opportunità.
Questo il filo conduttore del 3 dicembre, Giornata Europea per le Persone con Disabilità 2006 (coincidente con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, proclamata dalle Nazioni Unite nel 1992), che è stata celebrata con una conferenza a Bruxelles, presso la Commissione Europea, nei due giorni successivi.
L’evento, promosso dalla stessa Commissione Europea in collaborazione con l’European Disability Forum (EDF) e l’European Youth Forum (Foro Europeo per la Gioventù), ha lavorato sul tema Gioventù = Futuro. Creiamo un futuro eguale per tutti.

Nella prospettiva del 2007, Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti, i giovani con e senza disabilità e le loro organizzazioni hanno potuto dunque confrontarsi e condividere esperienze e buone pratiche di partecipazione attiva alla società, oltre a costruire un dialogo e a sottoporre all’attenzione del governo dell’Unione Europea la necessità di coordinare azioni positive per migliorare i diritti e garantire un’effettiva cittadinanza europea alle persone con disabilità, fra i 15 e i 25 anni, di tutta Europa.
Oltre ai giovani e ai massimi rappresentanti politici europei nei settori dell’occupazione, dell’educazione e delle pari opportunità, hanno partecipato all’incontro esponenti delle organizzazioni sindacali dei Paesi Membri, delegati ministeriali di Lavoro, Politiche Sociali e Sanità, università, fondazioni, ricercatori e operatori turistici.

La Conferenza è stata aperta da Lisa Pavan-Woolfe, coordinatrice del Direttorato Eguaglianza tra Uomini e Donne, Azione contro la Discriminazione, Società Civile della Commissione Europea, nel segno del mainstreaming [l’integrazione della disabilità in tutti i programmi e le politiche più generali, N.d.R.] e della prossima adozione della Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità da parte dell’Assemblea Generale ONU.
Pavan-Woolfe ha richiamato inoltre il fatto che la nuova fase dell’implementazione del Fondo Sociale Europeo rispetti i bisogni delle persone con disabilità, ha presentato il primo rapporto annuale della European Coalition for Community Living (prima ricerca sulle persone disabili costrette in istituti) e ha infine sottolineato la necessità di promuovere condizioni di partecipazione e accessibilità per tutti, premendo sulla correlazione disabilità-anzianità, in previsione di una crescita del 17% delle persone anziane in Europa per il 2020.

L’apertura della due giorni di lavoro è stata completata dal presidente dell’European Disability Forum, Yannis Vardakastanis, che ha ribadito l’impegno nei confronti dei giovani con disabilità grazie al Comitato Gioventù del Forum e ha presentato due iniziative per il 2007: un grande evento a Bruxelles e la raccolta di un milione di firme per sollecitare la Commissione a emanare una direttiva comprensiva e specifica sui diritti delle persone con disabilità in Europa.
Successivamente Vladimir Spidla, commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità,  ha evidenziato l’importanza dei diritti, della dignità, dell’uguale trattamento e dell’autonomia delle persone con disabilità e soprattutto di quelle giovani, che rappresentano il futuro di un’Europa in forte crisi d’identità e che stenta a riavviare il proprio processo costituzionale.I delegati italiani con Vladimir Spidla, commissario europeo per l'Occupazione, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità

Il consesso si è sviluppato poi su tre grandi sessioni tematiche: i Giovani e l’Unione Europea; i Giovani e l’Educazione; i Giovani e la Società.
Con la prima di tali sessioni si è voluto contribuire a definire un quadro di politiche generali sulla situazione dei giovani con disabilità nell’Europa allargata, cercando di porre la questione disabilità come parte integrante di tutte le politiche e i programmi riguardanti i giovani in generale.
Sul rapporto tra i giovani (con e senza disabilità) e le istituzioni, i programmi, le opportunità e la cittadinanza europea, sono intervenuti poi Pierre Mairesse, coordinatore del Direttorato Gioventù, Sport e Relazioni col Cittadino, Pascal Lejeune, capo dell’Unità Programmi Gioventù della Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione e Miroslav Nedeljkovic, presidente del Comitato Gioventù dell’EDF.
Il successivo dibattito è stato moderato da Vanessa Migliosi, membro del suddetto Comitato e da James Doorley, vicepresidente dell’European Youth Forum.

La sessione è stata chiusa da Wallis Goelen, capo dell’Unità Integrazione delle Persone con Disabilità della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità, che ha ricordato la differenza tra inclusione – rispettosa delle esigenze e dei diritti – e integrazione, concetto che spesso implica violenza o adattamento forzato delle persone.

Si è passati quindi alla tematica dell’Educazione, indirizzata come una sorta di “ponte” per un’effettiva occupabilità, per uno sviluppo personale e per una reale cittadinanza dei giovani con disabilità. Si è inoltre posto l’accento sui progetti di formazione senza limiti e senza barriere, atti a promuovere un’inclusione lavorativa auspicata anche da una recente risoluzione del Consiglio Europeo.
Il gruppo di esperti, in tale ambito, era composto da Maruja Gutierrez Diaz, dell’Unità Politiche Trasversali e Innovazione della Direzione Educazione e Cultura, che ha sottolineato l’importanza delle nuove tecnologie della comunicazione per facilitare l’accesso al lavoro e connettere le persone tra di loro; da Tony Geudens del network SALTO (Support for Advanced Learning and Training Opportunities); e da Gina Waggott, che ha testimoniato le difficoltà delle persone balbuzienti e di tutte le persone con disabilità nascoste.
Durante il dibattito, la delegazione italiana – composta da chi scrive, da Pierangelo Cenci e da Gentian Marku del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità), tutti giovani intorno ai 25 anni – è intervenuta per porre il problema di come favorire l’inclusione educativa, lavorativa e sociale delle persone e, nel caso specifico, dei giovani con disabilità intellettiva, questione mai affrontata nello svolgimento del consesso e ritenuta forse marginale o troppo impegnativa rispetto alle tematiche dell’inclusione, indirizzate sempre verso le persone con disabilità fisiche o sensoriali. Nonostante questo invito, la Conferenza non ha poi mai esaminato questo argomento.
La delegazione italiana ha invitato quindi il pubblico e i relatori a riflettere sulla forza di una formazione basata sui diritti umani per i giovani, ma anche per gli educatori stessi, portando l’esperienza del corso Diritti Umani e Disabilità: pari opportunità, non discriminazione e presa in carico, unico in Europa, promosso dal Centro Diritti Umani dell’Università di Padova.

A chiudere la prima giornata di lavoro è stato ancora Wallis Goelen, che ha riassunto tutti gli spunti emersi, ribadendo l’importanza di un’educazione consapevole del sapere dei diritti umani e confermando il valore di azioni positive e concrete per combattere le discriminazioni, come espresso dalla seconda fase del Piano d’Azione sulla Disabilità 2006-2007 della Commissione Europea.
Nella serata l’evento è stato impreziosito da una cena di gala offerta dalla Commissione con momenti musicali e di spettacolo che hanno visto partecipare anche i giovani con disabilità.

A sinistra Diogo Pinto, presidente dell'European Youth Forum, con Giovanni PadovaniLa seconda giornata si è aperta con la trattazione dell’argomento forse maggiormente pregnante e ricco di spunti di riflessione dell’intera conferenza: il rapporto tra i giovani con disabilità e la società europea.
Premettendo e ribadendo che anche nell’ambito dell’inserimento occupazionale, non è stata rivolta alcuna attenzione alla condizione delle persone con disabilità intellettiva non in grado di rappresentarsi, il convegno ha posto l’attenzione sull’occupazione, ma anche sull’alto tasso di disoccupazione giovanile (18%) in Europa, soffermandosi a discutere su quali azioni possano essere condotte a favore dei giovani con disabilità nel campo delle prospettive professionali, dello sviluppo personale, della partecipazione alla vita collettiva, della cultura, dello sport e del tempo libero.
Il dibattito si è focalizzato essenzialmente sul tema del lavoro e dell’inclusione sociale dei giovani nel rispetto della flessibilità e della sicurezza lavorativa, sottolineando la funzione cruciale di un’occupazione stabile e soddisfacente per garantire l’autonomia, la vita indipendente e la piena realizzazione delle persone.

In rappresentanza delle istituzioni europee è intervenuto Robert Strauss, capo dell’Unità Strategia dell’Impiego Europeo, il quale ha sciorinato una serie di interventi teorici e programmatici mirati a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani con disabilità, che hanno però lasciato poco spazio ad effettivi riscontri sul terreno.
Egli ha evidenziato inoltre l’importanza del concetto di flexicurity, ovvero di politiche del lavoro che garantiscano flessibilità, ma allo stesso stempo salvaguardino la sicurezza dei lavoratori, soprattutto di quelli più vulnerabili.
Successivamente è stato il turno di Carlotta Besozzi, direttore dell’European Disability Forum, che ha illustrato quali possano essere i percorsi utili ad avviare i giovani con disabilità sul mercato del lavoro, tenendo in debita considerazione le difficoltà che ancora li ostacolano, quali l’iperprotettività e il paternalismo delle famiglie, le difficoltà ambientali, il pregiudizio diffuso dei datori di lavoro, l’abbandono scolastico, la mancanza di accesso ai canali formativi, la mancanza di adattamenti e assistenza sul luogo di lavoro, le barriere alle tecnologie comunicative.
La sessione è stata conclusa da Thyra Kirknes, del Comitato Gioventù dell’EDF.

Da sottolineare – oltre a quanto già detto sulla disabilità intellettiva – un altro aspetto trascurato dalla conferenza, ossia i riferimenti ad altre componenti dell’esistenza umana quali la vita relazionale e affettiva, la cultura, il turismo accessibile e lo sport.

L’iniziativa si è conclusa con gli interventi di Diogo Pinto, presidente dell’European Youth Forum, di Wallis Goelen e di Lisa Pavan-Woolfe che, in sostituzione dell’assente Nikolaus van der Pas, capo della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità, ha pronunciato il discorso conclusivo e ringraziato tutti i partecipanti, prima di presiedere la firma del Libro della Conferenza, come da cerimoniale.

Due giornate, in conclusione, all’insegna del riconoscimento della dignità e dei diritti umani dei giovani con disabilità, fino ad ora mai protagonisti attivamente sulla scena europea, due giornate ricche di tante buone intenzioni e validi programmi, ma che forse sarebbero state più utili se accompagnate da precise, vincolanti e concrete iniziative per combattere le discriminazioni e promuovere, nelle occasioni riguardanti la vita di tutti i giorni, azioni reali per le pari opportunità di tutti.

*Delegato italiano alla Giornata Europea delle Persone con Disabilità 2006.