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Il judo, la vulnerabilità e la forza

«Disegno di tre bambini che praticano lo judoI recenti episodi di bullismo e discriminazione perpetrati nei confronti di persone disabili hanno reso ancora più imperativo l’impegno assunto dall’ANFFAS a tutela dei diritti umani, sociali e civili dei cittadini con disabilità». Queste le parole con cui i soci dell’ANFFAS della Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) hanno voluto introdurre l’iniziativa Dalla vulnerabilità all’empowerment dell’individuo… Il Judo adattato… che si terrà mercoledì 20 e giovedì 21 dicembre a Scicli, in provincia di Ragusa.

Ed è proprio per favorire l’integrazione e l’affermazione dell’autonomia delle persone con disabilità che un’importante realtà associativa come l’ANFFAS promuove da anni esperienze e attività sempre diverse, come quella del judo adattato.
Una disciplina sportiva interessante, in crescita, che consiste nel tradizionale sport dello judo praticato da persone con disabilità mentali, con benefìci e vantaggi che possono andare dallo sviluppo dell’autonomia e dal rafforzamento dell’autostima e della fiducia in sé, fino all’apprendimento delle nozioni di tempo e ritmo e a un significativo ampliamento delle esperienze relazionali e della capacità di socializzazione.

La due giorni proposta dall’ANFFAS, quindi, oltre a due momenti dimostrativi – denominati Stage di judo adattato – che avranno luogo a Scicli mercoledì e giovedì mattina (Palestra Istituto Cataudella, Viale dei Fiori, ore 10-12), prevede anche una conferenza sull’argomento che si terrà giovedì pomeriggio (Auditorium Istituto Cataudella, ore 16.30) e a cui parteciperanno, tra gli altri, Cesare Barioli, massimo esperto di judo integrato in Italia, Bartolomeo Favacchio, pedagogista, e Giovanni Michele Fontana, psichiatra.
(C.N.) 

Per ulteriori informazioni:
ANFFAS, Via Savona, 97018 Donnalucata di Scicli (Ragusa) 
tel. 0932 938134
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