Quattro vigili in carrozzina

Nasce con un duplice scopo il progetto dell’ANFFAS di Modica (Ragusa), che porterà quattro persone in carrozzina a vigilare sui parcheggi riservati: far sì che delle persone con disabilità si impegnino a far rispettare i loro stessi diritti e allo stesso tempo dare un preciso segnale alla società sulle capacità di questi giovani

Un cassonetto e un'auto senza contrassegno in un parcheggio riservato alle persone con disabilità: nascono anche per denunciare situazioni come queste gli ausiliari in carrozzina di Modica«Vuoi il mio posto, prendi il mio handicap»: questo è quanto si potrà leggere in un manifesto affisso prossimamente, a cura del Comune di Modica (Ragusa), nei pressi degli spazi riservati alle persone con disabilità.
Si tratta di uno slogan che fa riferimento al progetto denominato Ausiliari della sosta in carrozzina, al via nei prossimi giorni, promosso dall’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e dall’Assessorato alla Viabilità del Comune siciliano.

L’iniziativa – già avviata con successo a Caltagirone e Siracusa – si pone l’obiettivo di impiegare, previo un’idoneo corso di formazione, quattro persone disabili in carrozzina che svolgeranno, per il periodo di un anno, le mansioni di ausiliari della sosta.
A questi “ausiliari particolari”, affiancati da un opportuno accompagnatore, spetterà dunque il compito di vigilare e di controllare gli spazi riservati alle persone con disabilità – 150 in tutto – e di rilevare eventuali infrazioni riguardanti le 462 concessioni rilasciate dal Comune che talora vengono utilizzate anche dai parenti e dagli accompagnatori. Il Comune ha assunto inoltre un impegno di spesa per garantire una retribuzione ai quattro ausiliari della sosta.

Secondo Francesco Provvidenza, presidente dell’ANFFAS di Modica, «il progetto ha un duplice scopo: far sì che le persone con disabilità si impegnino a far rispettare i loro stessi diritti, troppo spesso calpestati, e allo stesso tempo dare un preciso segnale alla società, dimostrando cioè che questi giovani possono essere inseriti in contesti lavorativi, contribuendo così al benessere della città».

*Servizio Civile dell’ANFFAS di Modica (Ragusa).

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