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Un programma da buttare

Gad Lerner, curatore e conduttore del programma «L'Infedele», su La7Ci sono alcuni elementi che vorrei far rilevare riguardo al programma L’infedele, mandato in onda il 28 febbraio, sul tema Chi specula sulla paura del cancro?
Innanzitutto non solo credo che Gad Lerner non abbia certo condotto la serata al meglio, ma penso anche che egli abbia “trasmesso” ben poco al pubblico di casa, quanto meno al sottoscritto.

Altro punto a mio parere grave è che trasmettere questo programma in contemporanea con il Festival di Sanremo su Raiuno costituisce un vero e proprio “inganno” per i malati e i loro familiari, una presa in giro, quasi un “riempitivo” della serata o forse un modo per far crescere l’audience proprio grazie a noi malati.
Temi come questi – è quasi superfluo dirlo – dovrebbero essere trattati in ben altre serate, oltre a prevedere la presenza paritetica delle Associazioni direttamente coinvolte, quelle più rappresentative e non, che non siano in alcun modo legate ai centri medici o ai partiti politici.

Personalmente ho ascoltato con piacere l’amica Adele Patrini [consigliere della SIPO – Società Italiana di Psico-Oncologia, Sezione Regione Lombardia, N.d.R.], ma nonostante una signora presente in studio si fosse agganciata bene al suo discorso, Lerner ha rapidamente deviato dalle sue intelligenti riflessioni, orientando la trasmissione soprattutto sulle testimonianze di due giornalisti ex malati di cancro [Sandro Curzi e Pierluigi Celli, N.d.R.], con i loro presumibili stipendi da favola: provassero questi ultimi a convivere con la malattia e a “sopravvivere” con 800 euro al mese… Troppe sono infatti le famiglie di malati di cancro ridotte praticamente sul lastrico e nessuno fa qualcosa per alleggerire i loro debiti, a tassi bancari quanto meno decenti.

In sostanza credo che tutti assieme dobbiamo contribuire ad un salto culturale, per evitare in futuro altre trasmissioni come quella del 28 febbraio. E non lo dico perché ne sia stata esclusa la FAVO – l’associazione che rappresento – ma perché sono profondamente convinto che tutti assieme dobbiamo fare in modo che non si ripetano più strumentalizzazioni nei nostri confronti come questa, da parte di chi pensa solo a “fare spettacolo”, anche trattando problemi tanto delicati.

*Vicepresidente della FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), presidente della FINCO (Federazione Italiana Incontinenti).