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Alla vigilia della ratifica

Giampiero Griffo e Urbano Stenta, componenti della Delegazione Italiana all'ONU nell'agosto del 2006 (foto di Giuliano Giovinazzo)Ogni vigilia ha le sue tensioni. Meglio dire, in questo caso, le sue vibrazioni. Ieri, con Nicola Fazzi, advisor del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) e della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), presenti nella delegazione ufficiale del Governo Italiano, assieme  agli assistenti personali Giulio e Luisella Fazzi (è mancato all’ultimo momento Pietro V. Barbieri, colpito da un’improvvisa indisposizione: auguri a Pietro di pronta guarigione!), abbiamo visitato la Central Station di New York.
È una costruzione estremamente affascinante, sia da un punto di vista architettonico che sociale: un brulicare di persone che ad un occhio attento sono altrettanti personaggi che rappresentano un teatro quotidiano di sorprese e stupori inesauribile.
Bene, nell’atrio gigantesco della stazione ad ogni arrivo e partenza dei treni (che scorrono sotto le sue viscere) il pavimento vibra, trasmettendo la sensazione di un breve terremoto. Ed è proprio l’immagine di un grande terremoto quella più calzante per descrivere le conseguenze dell’approvazione della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità: cambierà la vita di 650 milioni di persone nel mondo!

Domani, infatti, a New York si aprirà il processo di ratifica dell’importante documento, con l’apertura della firma ai Paesi che intendono introdurla all’interno delle proprie legislazioni nazionali.
È questo il primo atto del percorso che per l’Italia prevederà poi la presentazione al Parlamento, da parte del Governo, del testo italiano (noi speriamo che venga adottato quello preparato dal CND e dalla FISH e revisionato dal giudice costituzionale Maria Rita Saulle). A sua volta il Parlamento esaminerà quali siano le legislazioni incompatibili con la Convenzione che dovranno essere cambiate.
La lettura dei due rami del Parlamento – disciplinata dall’articolo 80 della nostra Costituzione – servirà quindi a capire quali eventuali riserve l’Italia apporrà al testo (la riserva è il meccanismo giuridico che permette ad uno Stato di non sottoscrivere articoli o parti degli articoli di una Convenzione perché non ne condivide il contenuto). Chiaramente noi speriamo che non vi sarà alcuna riserva.
All’approvazione finale del Parlamento, il testo della Convenzione diverrà parte della legislazione nazionale, anzi la parte più obbligatoria da rispettare perché le Convenzioni Internazionali sono le leggi più cogenti che esistano, quelle che prevalgono su tutte le altre norme.

È importante capire a questo punto quali governi saranno presenti all’atto della firma. Già trapelano le prime indiscrezioni e qui di seguito proponiamo uno schema che riassume le informazioni raccolte (tra parentesi i Paesi ancora incerti):

Europa
Paesi membri delle Comunità Europee:
– Commissione Europea
– Austria – (Belgio) – Bulgaria – Cipro – Danimarca – Finlandia – Francia – Germania – Irlanda – Italia – Lettonia – Lituania – Lussemburgo – Polonia – Portogallo – Regno Unito – Repubblica Ceca – Slovenia – Spagna – Svezia – Ungheria
Altri Paesi:
– Armenia – Croazia – Islanda – Repubblica di San Marino – (Turchia) – (Ucraina)

Africa
– Algeria – Ghana – Kenya – (Marocco) – Mauritius – Niger – Nigeria – Repubblica Democratica del Congo – Sierra Leone – Sudafrica – Sudan

Asia Pacifico
(Australia) – Cina – Corea del Sud – Giordania – India – Indonesia – Israele – Libano – Nuova Zelanda – (Qatar) – Seychelles – Siria – Sri Lanka – Thailandia

Americhe
(Argentina) – (Canada) – Cile – (Colombia) – Costarica – Ecuador – El Salvador – Giamaica – Honduras – Messico – Panama – Paraguay

I Paesi dunque che dovrebbero firmare domani saranno circa una cinquantina(fino a qualche giorno fa erano quaranta), con un incremento ora dopo ora.
Anche qui ha pesato la pressione delle organizzazioni delle persone con disabilità che hanno stimolato molti governi a firmare, producendo l’effetto di “comparazione negativa” su alcuni Paesi incerti rispetto ad altri che hanno dichiarato sin dall’inizio la propria volontà positiva.
Il Palazzo delle Nazioni Unite a New YorkPer la gran parte dei Paesi firmatari sarà presente il ministro competente per le politiche legate alle persone con disabilità. Per l’Italia, quindi, ci sarà il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero.
Tra gli Stati membri delle Comunità Europee, spiccano per la loro assenza i Paesi Bassi, Malta, la Grecia, la Romania e la Repubblica Slovacca, anche se fino all’ultimo momento un Paese può decidere di firmare e quindi la situazione potrebbe cambiare ancora nelle prossime ore.
Certo, siamo lontani dai 191 Paesi Membri delle Nazioni Unite, ma è consuetudine che molti Stati firmino successivamente, anche per questioni tecnico-legali.

Sarà invece sicuramente inferiore il numero di firme al Protocollo Opzionale che regolamenta come il Comitato Internazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU riceverà ed esaminerà le comunicazioni da o in rappresentanza di individui o gruppi di individui che presenteranno denunce di violazioni.
Quest’ultimo, infatti, è uno strumento di partecipazione democratica che spaventa molti Paesi. Dalle informazioni raccolte, tra i Paesi membri delle Comunità Europee sembra che solo undici di essi lo firmeranno (allo stato attuale delle nostre informazioni dovrebbero essere: Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna e Svezia, oltre naturalmente alle Comunità Europee).  

Per quanto riguarda infine l’Italia, da registrare un piccolo record conseguito dal nostro Paese, come confermano i dati che pubblichiamo di seguito a questo testo: è infatti la prima volta che l’Italia aderisce a una Convenzione nel primo giorno di apertura delle firme. E come ha sottolineato Vittoria Beria, del Segretariato della Convenzione delle Nazioni Unite, in un convegno a Milano del 26 marzo, l’Italia è anche «l’unico Paese che ha organizzato un’iniziativa sulla ratifica della Convenzione con la presenza di un Ministro prima della firma».
Se il buongiorno si vede dal mattino, dunque, questo lascia ben sperare per una ratifica rapida della Convenzione nel nostro Paese, come si è impegnato lo stesso ministro Ferrero nella medesima sede di Milano.

Le Convenzioni ONU e l’Italia
– Patto internazionale sui diritti civili e politici
(Stati Parte 160)

Aperta alla firma: 16 dicembre 1966 (Primi firmatari 35)
Entrata in vigore: 23 marzo 1976
Firma dell’Italia: 18 gennaio 1967
Ratifica dell’Italia: 15 settembre 1978
– Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali
(Stati Parte 155)
Aperta alla firma: 16 dicembre 1966 (Primi firmatari 35)
Entrata in vigore: 31 gennaio 1976
Firma dell’Italia: 18 gennaio 1967
Ratifica dell’Italia: 15 settembre 1978
– Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (Stati Parte 176)
Aperta alla firma: 7 marzo 1966 (Primi firmatari 27)
Entrata in vigore: 4 gennaio 1969
Firma dell’Italia: 13 marzo 1968
Ratifica dell’Italia: 5 gennaio 1976
– Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (Stati Parte 185)
Aperta alla firma: 18 dicembre 1979 (Primi firmatari 20)
Entrata in vigore: 3 settembre 1981
Firma dell’Italia: 17 luglio 1980
Ratifica dell’Italia: 10 giugno 1985
– Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Stati Parte 144)
Aperta alla firma: 10 dicembre 1984 (Primi firmatari 20)
Entrata in vigore: 26 giugno 1987
Firma dell’Italia: 4 febbraio 1985
Ratifica dell’Italia: 12 gennaio 1989
– Convenzione sui Diritti del Fanciullo
(Stati Parte 193)
Aperta alla firma: 20 novembre 1989 (Primi firmatari 20)
Entrata in vigore: 2 settembre 1990
Firma dell’Italia: 26 gennaio 1990
Ratifica dell’Italia: 5 settembre 1991
– Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità
Aperta alla firma: 30 marzo 2007
Entrata in vigore: ?
Firma dell’Italia: 30 marzo 2007
Ratifica dell’Italia: ?