Un po’ di «respiro» dall’autismo

Possono le persone con autismo cercare di condurre una vita normale? E le loro famiglie possono godere di momenti di sollievo? L’esperienza delle Settimane Vacanza promosse dalla Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone sembra proprio dimostrare che sia possibile. Spazio dunque alle famiglie coinvolte in questa esperienza, alle attività svolte e al monitoraggio della soddifazione degli utenti

Persona di spalle che simboleggia l'autismoSi sono concluse nei giorni scorsi le due Settimane Vacanza per persone con autismo organizzate alla Casa Villa Respiro di Cordenons (Pordenone), struttura della Fondazione Bambini e Autismo ONLUS.
L’iniziativa – che ha beneficiato di un contributo della Banca Popolare FriulAdria di Pordenone, oltre che dell’intervento degli enti pubblici di competenza – ha coinvolto complessivamente undici famiglie i cui figli autistici, con un’età compresa tra i 12 e i 45 anni, hanno partecipato alle settimane di vacanza in due gruppi divisi in base all’età.

«Il programma delle Settimane – racconta Giulia Caldi, responsabile della Casa Villa Respiro – ha visto gite al mare e in montagna, ma anche attività in città, come le passeggiate al mercato, l’aperitivo in centro o la cena in pizzeria, nonché all’interno della stessa struttura, come rifarsi il letto, apparecchiare la tavola e preparare i pranzi. Tutte le attività vengono studiate per essere piacevoli, per favorire l’inclusione sociale e allo stesso tempo per favorire la costruzione di specifiche competenze: ad esempio l’apprendimento di regole sociali, l’utilizzo del denaro per effettuare autonomamente piccoli acquisti quotidiani o, ancora, la capacità di tollerare i tempi di attesa».

L’obiettivo principale di queste Settimane Vacanza è dunque quello di far passare alle persone con autismo una settimana serena e piacevole, ma anche di lavorare su obiettivi concreti e di dare “respiro” ai genitori.
«E affinché questo “respiro” duri più di una sola settimana – continua Giulia Caldi – con i ragazzi si lavora per l’apprendimento di abilità “esportabili” anche a casa: detto in altri termini, se grazie ai programmi di Villa Respiro una persona autistica impara ad essere più autonoma (ad esempio nella cura di sé o nella gestione del proprio tempo libero), ciò avrà ripercussioni positive anche a casa e si tradurrà, per i genitori che potranno alleggerire l’accudimento, in un sollievo più duraturo».

Al termine dell’esperienza sono stati rilevati i livelli di soddisfazione dei partecipanti e dei loro genitori. «Per le persone con autismo in grado di comunicare – annota ancora la dottoressa Caldi – è stato appositamente pensato e progettato un questionario che potesse dare risultati attendibili e che permettesse loro di esprimere un giudizio. Contestualmente, un altro questionario è stato somministrato anche a tutte le famiglie dei partecipanti. Gli esiti saranno resi noti attraverso il nostro sito appena terminerà la fase di raccolta ed elaborazione dei dati».

«Per quanto riguarda le modalità di finanziamento di queste iniziative – dichiara il presidente della Fondazione Bambini e Autismo, Davide Del Duca – va detto che anche questa volta il contributo del privato è stato fondamentale per poter erogare dei servizi per i quali il contributo del pubblico è in alcuni casi ancora insufficiente».
(O.C.)

Per ulteriori informazioni:
Fondazione Bambini e Autismo ONLUS
tel. 0434 29187,
relazioniesterne@bambinieautismo.org
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