Meglio tenere l’ombrello aperto

La vicenda dell’Ospedale San Giovanni di Milano, ove tramite un aborto selettivo riguardante due gemelli è stato soppresso un feto senza patologia, va vissuta come un drammatico insegnamento a cercare sempre, in casi del genere, la più attenta prevenzione possibile

Medardo Rosso, Bambino malato, 1895Ennesimo tragico “errore clinico” o sfortunatissima evenienza all’Ospedale San Giovanni di Milano? La storia è ormai nota a chi ha seguito le cronache dei giorni scorsi. Una gestante in attesa di due gemelli, uno dei quali affetto da trisomia 21, sceglie, tramite un aborto selettivo, di avere un unico figlio “sano”.
Per errore viene però soppresso il feto senza patologia e successivamente la madre conferma la propria scelta di non portare a termine la gravidanza per l’altro.

Sulla decisione della madre rispetto assoluto (ne abbiamo già scritto su queste colonne, un po’ di tempo fa), sulla metodologia che ha permesso l’errore qualche dubbio.
Troppo semplicistica appare la dichiarazione ai telegiornali del direttore sanitario dell’ospedale il quale in pratica attribuisce il dramma ai movimenti fetali (ma non è “normale” che i feti si muovano?) e alla rarità dell’evento (aborto selettivo in gravidanza plurima). Riteniamo infatti che proprio la presunta scarsa casistica avrebbe dovuto consigliare il massimo delle precauzioni per evitare errori.

Tra qualche mese (o tra qualche anno?) forse sapremo se vi siano state responsabilità od omissioni. Subito invece chiediamo che questo tristissimo fatto – assieme a quello di Firenze di qualche mese fa (con un’interruzione di gravidanza all’Ospedale Careggi per un nascituro ritenuto affetto da una malformazione, ma in realtà sano) – produca almeno dei risultati prositivi nella ricerca della massima prevenzione possibile.
Che insomma non si chiuda l’ombrello appena smette di tuonare, perché può piovere ancora!

*Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi).

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