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Non sono ancora diritti esigibili

L’esigenza di promuovere la concreta esigibilità del diritto agli interventi socio-assistenziali, in particolare a favore delle persone al di sopra dei diciotto anni, con handicap intellettivo e limitata o nulla autonomia. E dunque sostegni domiciliari alle famiglie, accessi garantiti nei centri diurni, ricoveri tempestivi in caso di necessità in piccole comunità di tipo familiari.

Joan Miró, Hermitage, 1924Nasce da tutto ciò l’idea del Convegno Nazionale Durante e dopo di noi. Come garantire diritti esigibili e tutele effettive alle persone con handicap intellettivo e limitata o nulla autonomia, organizzato per venerdì 19 ottobre a Torino (GAM, Corso Galileo Ferraris, 30, ore 9-13.30) dalla Fondazione Promozione Sociale, in collaborazione con la rivista della stessa «Prospettive Assistenziali» e con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia e del Comune di Torino, dell’ANCI Piemonte (Associazione Nazionale Comuni Italiani), di Federsanità Piemonte, dell’Ordine dei Medici, degli Psicologi e degli Assistenti Sociali della Provincia di Torino e del Consiglio Provinciale IPASVI (Federazione Nazionale Collegi Infermieri).

«La ragione della scelta di limitare questo momento di riflessione alle persone con handicap intellettivo in situazione di gravità – spiegano i promotori dell’appuntamento – nasce dalla constatazione che, una volta terminato il percorso scolastico-formativo, in assenza di interventi socio-assistenziali garantiti (esigibili), queste persone sono ad alto rischio di esclusione sociale: o finiscono per restare a totale carico della famiglia oppure vengono ricoverati anzitempo, perché diventa insostenibile per la famiglia provvedervi a lungo senza aiuti esterni. Al contrario, ormai è dimostrato che, laddove è stata assicurata la frequenza di un centro diurno assistenziale, aperto cinque giorni alla settimana e per otto ore al giorno, il mantenimento a domicilio del figlio con handicap, benché grave, quasi sempre si protrae a lungo nel tempo. Abbiamo ormai genitori ultrasettantacinquenni con figli di 45, 50 anni e oltre ancora in casa».

E dunque garantire il “durante noi” – così come è garantita l’integrazione scolastica – riconoscere il volontariato intra-familiare, affrontare il “dopo di noi”, prendere atto dell’insufficiente apporto derivante dal privato, benché “sociale”, indurre i Comuni a rispettare i loro obblighi di legge e fornire la garanzia di poter vivere in piccole comunità alloggio: di questo e altro ancora si parlerà il 19 ottobre a Torino, grazie al contributo di alcuni autorevoli relatori.

Presieduto dal deputato Mimmo Lucà, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, il convegno sarà aperto dai saluti di Teresa Angela Migliasso, assessore al Welfare della Regione Piemonte e di Marco Borgione, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino.
Interverranno poi Gustavo Zagrebelsky, già presidente della Corte Costituzionale, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Torino (I diritti attualmente esigibili e i diritti ancora da conquistare in relazione alle persone con handicap intellettivo con limitata o nulla autonomia); Maria Grazia Breda, presidente della Fondazione Promozione Sociale (Dalla legge regionale sull’assistenza del Piemonte alle delibere comunali: le richieste delle famiglie e delle associazioni di tutela e i piani di zona); un rappresentante del Coordinamento Cintura di Torino, Centri Diurni – Area Disabilità (Gli operatori e le famiglie di fronte al “Dopo di noi”. Cosa fare nel “durante noi” per preparare il progetto futuro); Mauro Perino, direttore del CISAP (Consorzio Intercomunale Servizi alla Persona) di Collegno-Grugliasco (La concessione: uno strumento per la creazione di comunità alloggio e altre strutture socio-assistenziali, con garanzie maggiori per gli utenti); Eleonora Artesio, assessore alla Solidarietà Sociale della Provincia di Torino (Ruolo delle autonomie locali nella tutela e nella promozione dei diritti, anche in riferimento agli uffici provinciali di pubblica tutela).
(S.B.)

La partecipazione al convegno è gratuita, ma è necessario iscriversi.
Per informazioni:
Segreteria presso Fondazione Promozione Sociale
tel. 011 8124469,
info@fondazionepromozionesociale.it.