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Convenzione: l’Italia si sta muovendo

Il ministro della Solidarieà Sociale Palo FerreroTra le tante brutte notizie che hanno contraddistinto la fine del 2007, finalmente una di buona: il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero degli Affari Esteri, ha approvato il Disegno di Legge di Ratifica ed esecuzione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 30 marzo 2007, una decisione già annunciata per il 21 dicembre scorso che consentirà di avviare la discussione in Parlamento, sperando in una rapida approvazione da parte delle due assemblee legislative. Infatti, si è scelta la procedura di approvare prioritariamente il testo della Convenzione, per farlo divenire legge dello Stato, definendo in seguito i meccanismi di monitoraggio e i provvedimenti di implementazione sia legislativa che politica.
Purtroppo – ad eccezione di qualche sito web – ancora una volta la notizia è passata quasi totalmente sotto silenzio da parte della stampa, della radio e della televisione: quando impareranno gli organi d’informazione a rispettarci?

Al centro dei lavori (il cosiddetto focus point) vi sarà il Ministero della Solidarietà Sociale, che ha contribuito in maniera sostanziale alla definizione del testo in italiano.
Va detto in tal senso che  anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e il CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) hanno fatto la propria parte nella traduzione fedele della Convenzione, mentre in altri Paesi non sempre vi è stato un coinvolgimento delle organizzazioni di persone con disabilità e dei loro familiari, producendo testi talora non rispettosi dello spirito della Convenzione stessa.
Come già accennato, in Italia, nei prossimi mesi, si tratterà di definire un  meccanismo di monitoraggio (si parla di un Osservatorio Nazionale sulla Disabilità, già incluso nel testo degli allegati alla Finanziaria, da presentare alla Conferenza Nazionale sulla Disabilità che dovrebbe tenersi a Torino nel prossimo maggio) e di implementazione (circolano ipotesi di concentrare periodicamente le azioni di adeguamento della normativa alla Convenzione su alcuni articoli). 

Attualmente sono 120 i Paesi che hanno firmato la Convenzione, un numero straordinario, il più alto mai registrato in così poco tempo (nove mesi) per qualsiasi Convenzione delle Nazioni Unite.
Anche i tempi di entrata in vigore sembrano da record: già quattordici, infatti, sono i Paesi che hanno ratificato il documento (Bangladesh, Croazia, Cuba, El Salvador, Gabon, Giamaica, India, Messico, Namibia, Nicaragua, Panama, Spagna, Sudafrica, Ungheria) e ad arrivare ai venti previsti dall’articolo 45 si ipotizza possano bastare i primi mesi del 2008.
A quel punto sarà indetta la prima Conferenza degli Stati Ratificatori (articolo 40), che sarà convocata entro sei mesi dall’entrata in vigore della Convenzione (già si parla probabilmente di settembre 2008) e che avrà il compito di eleggere il Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità (articolo 34) che lavorerà presso l’ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, avendo a disposizione circa 10 milioni di dollari per le proprie attività.
La prima elezione sarà curata dai candidati degli Stati ratificatori ed eleggerà dodici membri del Comitato; quando saranno state raggiunte sessanta ratifiche, il numero dei membri del Comitato stesso crescerà fino a diciotto.
Quest’ultimo organismo avrà il compito di esaminare i rapporti nazionali sull’implementazione della Convenzione, di presentare ogni due anni all’Assemblea delle Nazioni Unite un resoconto sullo stato dell’applicazione e – per i Paesi che avranno ratificato il Protocollo Opzionale – di ricevere le comunicazioni di violazioni della Convenzione da singoli o gruppi di individui (articolo 1 del Protocollo Opzionale).
Attualmente sono sette i Paesi che hanno ratificato il Protocollo Opzionale (Croazia, Messico, Namibia, Panama, Spagna, Sudafrica e Ungheria) e dovranno essere dieci per arrivare all’entrata in vigore di quest’altro testo, naturalmente dopo quella della Convenzione (articolo 13 del Protocollo Opzionale).

Nei prossimi mesi, quindi, si preannunciano nuove azioni di pressione (lobbying) verso le Commissioni della Camera e del Senato competenti, perché il Disegno di Legge abbia un rapido iter di approvazione e verso il Governo per costruire un meccanismo di monitoraggio e implementazione della Convenzione partecipativo – con la presenza cioè di rappresentanti delle organizzazioni di persone con disabilità – indipendente (come prevedono gli articoli 4 e 33 del documento) ed efficace.