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Il Difensore Civico chiede risposte alla Regione

«Formulo la presente per evidenziare come rispetto ad alcune questioni sollevate o sottolineate da questo ufficio ormai da diversi mesi non vi siano state ancora risposte soddisfacenti da parte di alcuni degli uffici in indirizzo [grassetto nostro in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.]».

Persona con disabilità davanti alla grata di una finestraInizia così la lettera inviata nei giorni scorsi da Samuele Animali, Difensore Civico delle Marche, alle principali istituzioni regionali e il primo punto trattato riguarda una questione già varie volte affrontata anche dal nostro sito, vale a dire la contribuzione degli utenti al costo dei servizi assistenziali.
«Sono intervenuti fatti nuovi – scrive il Difensore Civico – a confermare il parere espresso dal sottoscritto il 23 gennaio 2007 [da noi ripreso con il titolo Servizi socio-assistenziali e costi per gli utenti, disponibile cliccando qui, N.d.R.]. In occasione infatti della concessione di una sospensiva del 18/9/2007, lo stesso TAR delle Marche ha avuto modo di affermare chiaramente che va applicata la disposizione normativa di cui all’articolo 3, comma 2/ter del Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 109. Questa ordinanza va ad aggiungersi ad altri recenti provvedimenti con i quali la giurisprudenza conferma che per soggetti con disabilità grave accertata ai sensi della Legge 104 e per soggetti ultrasessantacinquenni non autosufficienti certificati dalle Aziende Sanitarie Locali, la compartecipazione al costo dei servizi socio assistenziali o socio sanitari deve avere come riferimento solo il reddito del richiedente la prestazione. Poiché le amministrazioni locali sono in larga parte inadempienti, si invita la Regione a farsi parte attiva, perché nel territorio marchigiano non vi sia disparità di trattamento. Del resto sembra a chi scrive del tutto condivisibile l’orientamento per cui – dopo la riforma del titolo V della Costituzione – spetta proprio alle Regioni emanare le norme applicative della disciplina in discorso, nelle quali in particolare andranno meglio definiti i termini e le modalità dell’eventuale coinvolgimento delle famiglie, oggi oggetto di molteplici e documentati abusi».

L’avvocato Animali si riferisce poi alla fondamentale questione della non autosufficienza, rispetto alla quale dichiara: «In base a stime delle associazioni di tutela riunite in coordinamento (CAT), stime non smentite, solo il 10% dei 4.000 anziani non autosufficienti ospiti di residenze protette riceve un’assistenza in linea con gli standard previsti dalla normativa regionale. Con il nuovo Piano Sanitario la Regione non sembra aver assunto impegni precisi per l’attuazione di quanto previsto e non realizzato nel Piano Sanitario 2003-2006, con particolare riguardo alle cure domiciliari, ai malati di Alzheimer e all’attivazione di nuovi posti letto in residenze protette e RSA anziani [Residenze Sanitarie Assistite, N.d.R.]. Per queste ultime in particolare continuano a rimanere non definiti i relativi standard assistenziali. Senza entrare nell’argomento politico, si ribadisce che questo ufficio non può non stigmatizzare la disapplicazione delle regole che la stessa Regione si è data».

Si passa poi al problema delle cosiddette “quote sociali”. «Nelle strutture convenzionate – secondo il Difensore Civico delle Marche – gli importi a carico degli utenti (quota sociale) non possono superare i 33 euro (40 per soggetti con demenza), pari al 50% del costo retta. Diversi sono invece i casi segnalati anche a questo ufficio per i quali l’importo è superiore. Si ricorda inoltre che eventuali deroghe (fino ad un massimo del 25%) erano previste solo per il 2006 e invece continuano ad essere praticate. Non risulta siano state fornite risposte chiare e formali alle nostre lettere (da ultimo 17 agosto 2007) o a quelle delle associazioni (da ultimo una petizione del 28 novembre 2007 [ripresa dal nostro sito nel testo intitolato Anziani non autosufficienti: chiediamo impegni formali, disponibile cliccando qui, N.d.R.]), nelle quali si chiedeva anche di definire quali servizi sono ricompresi all’interno della cosiddetta “quota alberghiera” (si veda in particolare la situazione delle RSA anziani)».

Infine una nota viene riservata al problema della disabilità psichica, rispetto alla quale, si scrive, «non risultano ancora forniti i chiarimenti richiesti dal sottoscritto (28 settembre 2006) e dal CAT (7 febbraio 2007) circa l’individuazione specifica delle strutture per le quali è prevista compartecipazione e fonti del relativo regime». Inoltre, «non risulta fornita risposta alla lettera del CAT del 2 dicembre 2007, avente ad oggetto Verifica autorizzazioni strutture Legge 20/2002».

«Sottolineo – conclude il Difensore Civico – che sono dovute le risposte tanto ai cittadini che a questa istituzione che rappresento e che i pochi riscontri avuti sino ad oggi – per quel che riguarda gli argomenti in parola – sono stati estremamente vaghi e del tutto insoddisfacenti».
(S.B.)

Si ringrazia per la segnalazione il Gruppo Solidarietà, del quale si consiglia anche di consultare il sito (www.grusol.it), per consultare i vari tesi qui citati.