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È San Marino il quindicesimo Paese a ratificare la Convenzione!

Mirko Tomassoni e Alberto Selva, Capitani Reggenti della Repubblica di San MarinoPer quanto al momento ci risulta non è l’Italia, ma uno Stato ugualmente a noi molto vicino, il quindicesimo a ratificare la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, per la cui entrata in vigore – com’è noto – serve la ratifica di almeno venti Paesi.
Si tratta infatti della Repubblica di San Marino, come ci ha puntualmente informati l’Associazione Attiva-Mente, la quale ha voluto in questo senso «esprimere il proprio compiacimento per la ratifica avvenuta in data odierna, in seno al Consiglio Grande e Generale, della Convenzione ONU per la Tutela delle Persone con Disabilità e del relativo Protocollo Opzionale. Con questo Atto, anche il nosto Paese, oltre a contribuire che questo Trattato entri in vigore in tempi più brevi, si allinea al resto del mondo in ottemperanza a quanto la Convenzione dispone».

È un passaggio, questo, quanto mai gradito e in parte anche atteso, poiché la Repubblica di San Marino – come abbiamo ampiamente scritto nei mesi scorsi – è probabilmente anche il primo Paese al mondo ad avere quale presidente della Repubblica, o meglio Capitano Reggente, sino alla fine di marzo, una persona con disabilità che non nasconde la propria condizione (se ne legga nel nostro articolo Un presidente della Repubblica in carrozzina, disponibile cliccando qui).
Parliamo di quel Mirko Tomassoni – uno dei fondatori, tra l’altro, della stessa Associazione Attiva-Mente – dal lungo impegno in ambito di sensibilizzazione sociale sui problemi della disabilità.

A questo punto, dunque, come conferma anche il portale delle Nazioni Unite allo spazio specificamente dedicato alla disabilità, risultano essere 123 i Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione e 15 quelli che l’hanno ratificata (in ordine cronologico Giamaica, Ungheria, Panama, Croazia, Cuba, Gabon, India, Bangladesh, Sudafrica, Spagna, Namibia, Nicaragua, El Salvador, Messico e appunto San Marino).
Per quanto riguarda invece il Protocollo Opzionale della Convenzione – per la cui entrata in vigore sono sufficienti dieci e non venti ratifiche – qui siamo a 69 sottoscrizioni e a 9 ratifiche (Ungheria, Panama, Croazia, Sudafrica, Spagna, Namibia, Messico, El Salvador e San Marino), ovvero letteralmente ad un passo dal risultato finale.

Non può mancare a questo punto il “tasto dolente” rappresentato al momento attuale dalla situazione dell’Italia, a causa delle ricadute negative derivanti dalla caduta del Governo Prodi.
Ci eravamo infatti espressi con ottimismo, all’inizio dell’anno, di fronte all’approvazione, avvenuta il 28 dicembre scorso, del Disegno di Legge di Ratifica ed esecuzione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 30 marzo 2007 (si legga in tal senso il nostro articolo Convenzione: l’Italia si sta muovendo, disponibile cliccando qui).
Ora, però, la situazione è quanto mai incerta e il presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Pietro Barbieri ha espresso in questi giorni l’auspicio che sia in caso di elezioni anticipate, sia di un governo transitorio che porti alla riforma elettorale, l’operazione di ratifica possa ugualmente andare in porto nell’ambito della cosiddetta “ordinaria amministrazione”, trattandosi tra l’altro di un provvedimento cui sarebbe favorevole la stragrande maggioranza delle forze attualmente presenti in Parlamento.
(Stefano Borgato)