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Una scommessa per la qualità sociale in Sardegna*

Il ponte romano di Santa Giusta, in provincia di Oristano, dove si è svolto il Congresso Regionale della FISH SardegnaL’Assemblea Regionale delle associazioni aderenti alla FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), svoltasi il 1° marzo scorso a Santa Giusta (Oristano), in località Corte Baccas, presso i locali della Cooperativa Il Seme [se ne legga la presentazione in questo stesso sito al testo disponibile cliccando qui, N.d.R.], ha esaminato le problematiche sulla disabilità, lo stato e la qualità dei servizi e delle prestazioni e, più in generale, le azioni e i programmi approvati e in via di realizzazione a livello regionale e locale per la piena inclusione sociale.
Sono state pertanto definite le linee di attività e di proposta su cui le ventisette associazioni sarde potranno organizzare diverse iniziative per la progettazione e l’attuazione dei programmi finalizzati all’esigibilità dei diritti e alla libera fruizione delle prestazioni di competenza delle diverse istituzioni.
È infatti importante intraprendere nei confronti di tutte le istituzioni democratiche e verso l’opinione pubblica, una presenza e un’iniziativa “critica e propositiva”, per la riaffermazione della necessità di una nuova e diversa cultura che garantisca alle persone disabili il rispetto e la dignità umana perché tutti gli uomini sono uguali e quindi ugualmente depositari di diritti insopprimibili.

Si tratta in sostanza di proseguire un’azione convinta e coerente volta a:

1. Estendere la cultura secondo cui in ogni persona esistono capacità e funzioni positive utili e che quindi, al di là della condizione personale, egli costituisce una preziosa risorsa a cui attingere per qualificare la convivenza civile.
Le persone con disabilità, infatti, riaffermano l’impegno per superare ogni forma di barriera culturale, ancorata ad anacronistici pregiudizi che da sempre coniugano la disabilità con l’incapacità, considerandola come un peso e un onere sociale gravoso, attribuendo uno stigma indifferenziato, spersonalizzante e negativo che ancora oggi classifica le persone con disabilità.

2. Perseguire livelli di vita e di socialità consoni ad ogni essere umano. Per questo la FISH Sardegna intende operare per superare ogni forma di istituzionalizzazione delle persone disabili, oltre che per privilegiare le iniziative e gli interventi che favoriscano la permanenza nel proprio contesto familiare e sociale.
In questo senso vanno consolidate le attuali scelte della Regione Sardegna per aiutare le famiglie, le istituzioni aperte e comunque inserite nei contesti urbani.

3. Rivendicare, nel perseguimento e nella concretizzazione dei diritti per tutti, un maggiore coinvolgimento della FISH Sardegna, per migliorare e ottimizzare le scelte e i programmi predisposti e in fase di attuazione: pur riconoscendo le difficoltà dei processi innovativi in corso, la FISH Sardegna esprime un giudizio positivo sui provvedimenti adottati a livello regionale. In particolare si ribadisce la validità del modello fondato sulla co-progettazione, il pieno e consapevole coinvolgimento nell’elaborazione di progetti personalizzati, gestiti direttamente dagli interessati che, in tal modo, possono operare la scelta delle attività degli operatori, realizzando così l’immediata valutazione sulla validità e sulla loro efficacia.
Disegno di persona in carrozzina che spezza le cateneAlla definizione di questo modello fondato sullo stretto legame servizi/lavoro/autonomia personale, le associazioni aderenti alla FISH Sardegna hanno dato un contributo culturale decisivo che intendono sostenere in tutte le sedi di confronto e di collaborazione.
Per queste ragioni richiediamo con forza la costituzione della Consulta Regionale dei Servizi Integrati e l’approvazione della legge per l’istituzione della Consulta Regionale sulle Problematiche delle Disabilità.

4. Condividere e sostenere la scelta di estendere il modello dei progetti personalizzati anche per la non autosufficienza, realizzando nel contempo azioni di monitoraggio, di verifica e di maggior finalizzazione delle prestazioni.

5. Sollecitare la predisposizione di programmi di formazione rivolti agli operatori dei servizi sociali comunali, per sviluppare una nuova professionalità, anche alla luce delle più recenti disposizioni regionali.

6. Approvare la nuova legge regionale per il diritto allo studio. Le associazioni dei disabili e dei loro familiari avvertono inoltre l’importanza del pieno sviluppo delle politiche di integrazione e dei processi educativi che devono essere articolati fin dai primi anni di vita. Si pone pertanto l’esigenza dell’approvazione di una nuova legge, per sviluppare e coordinare le attività a favore degli studenti in situazione di handicap. Occorre in tal senso prevedere l’istituzione di un Osservatorio Regionale per l’Integrazione e l’adozione di accordi di programma fra istituzioni, associazioni e famiglie, volti a creare sinergie e una migliore canalizzazione delle risorse umane, professionali, strumentali e finanziarie.

La FISH Sardegna esprime forti preoccupazioni per la qualità dei processi di integrazione scolastica. Si registrano infatti carenze di professionalità specialistiche e una sostanziale precarietà delle attività di sostegno che producono risultati formativi inadeguati.
A fronte di cospicui investimenti erogati per le politiche scolastiche degli allievi con handicap, non corrispondono livelli di intervento che favoriscano l’avanzamento dei giovani con disabilità nei cicli scolastici più elevati, tanto che, pur in presenza delle grandi opportunità fornite dalle tecnologie, pochi allievi con handicap frequentano le scuole superiori e solo un numero esiguo di essi riesce a frequentare l’università, con evidenti conseguenze negative sulle relazioni di gruppo e per lo svolgimento di ruoli professionali elevati nel lavoro e nella società.
Ragazzo in carrozzina visto di spallePur riconoscendone i limiti e le contraddizioni, la FISH Sardegna opera per il consolidamento dell’integrazione scolastica come scelta culturale di civiltà e ribadisce l’opportunità che tale esperienza sia estesa alla formazione professionale, istituendo la figura del formatore di sostegno.

Infine, appare importante avviare una ricerca mirata in tutto il territorio della Sardegna per esaminare in quali forme e in quale misura la disabilità produce situazioni di povertà; è infatti decisivo, per evitare mortificanti casi di segregazione e di emarginazione, intervenire con tempestività per spezzare il legame devastante e inaccettabile che esiste fra disabilità e povertà, fra discriminazione, disoccupazione ed emarginazione sociale.
Richiediamo dunque con forza la piena e coerente applicazione della legge sul diritto al lavoro quale strumento di partecipazione e inclusione. Su questo punto registriamo pesanti ritardi e colpevoli inadempienze che puniscono tutti i sardi, ma soprattutto i disoccupati con disabilità. Sono oltre 16.000 in Sardegna le persone con disabilità che attendono invano occasioni di occupazione e di inserimento lavorativo. Serve in tal senso dare pratica attuazione alle disposizioni legislative e procedere ad iniziative che sollecitino le imprese, attingendo alle risorse ripartite dallo Stato e mai utilizzate.

Su tutte queste proposte le associazioni aderenti alla FISH si sentono impegnate e per questi obiettivi ricercano il sostegno e la condivisione delle altre organizzazioni sociali, sindacali ed economiche e di quanti sono interessati alla costruzione di una società più solidale e più giusta.
Se tanti sardi con le loro famiglie sono costretti a vivere una vita stentata, non potranno vivere serenamente, e chi non ha felicità non trasmette felicità. Rendere una vita serena e una presenza di dignità è il fine che la FISH Sardegna tenacemente persegue nell’interesse di tutti.

*Documento finale del Congresso Regionale della FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Santa Giusta (Oristano), 1° marzo 2008. Testo elaborato per conto delle associazioni aderenti da parte del presidente della FISH Sardegna Alfio Desogus.

Per ulteriori informazioni e per altra documentazione:
FISH Sardegna ONLUS, tel. 070 651316, fishsardegna@tiscali.it.