La spesa pubblica e la qualità dell’integrazione

È stato questo il tema di un convegno realizzato a Martina Franca (Taranto) da alcune propositive e battagliere associazioni locali, nel tentativo di rispondere ai gravi problemi presenti anche in Puglia in ambito di integrazione scolastica degli alunni con disabilità

Bimbo con disabilità a scuola«Un incontro interessante, promosso da numerose famiglie di persone con disabilità, organizzate in alcune associazioni locali battagliere e propositive»: queste le impressioni di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), relatore al convegno del 10 aprile scorso a Martina Franca (Taranto), intitolato La spesa pubblica e la qualità dell’integrazione scolastica, voluto dalle associazioni AIDA (Associazione per l’Integrazione Diversamente Abili) e AMAR Down (Associazione Martinese Autonoma Ragazzi Down) della città pugliese, insieme all’ARPUH (Associazione Realizzazione Potenziale Umano Handicappati) di Locorotondo, con il patrocinio del Comune di Martina Franca e del Centro Servizi Volontariato della Provincia di Taranto.

Numerosi e tutti di sostanza i problemi affrontati durante l’incontro. Innanzitutto la mancanza di servizi di neuropsichiatria infantile in provincia di Taranto fa sì che anche le certificazioni per le disabilità intellettive vengano effettuate da fisiatri, ciò che impedisce alle scuole di avere un chiaro quadro delle effettive capacità e potenzialità di questi alunni.
In secondo luogo il problema del trasporto gratuito degli alunni con disabilità nelle scuole superiori che è ancora oggetto di rimpalli di responsabilità tra Province e Comuni a tutto danno delle famiglie.
E ancora, la mancata chiarezza su chi debba effettuare le certificazioni di handicap ai fini scolastici, con gravi disagi per le famiglie e disorientamento per i dirigenti scolastici, senza dimenticare un “problema nazionale”, come quello della scarsissima formazione dei docenti curricolari sull’integrazione scolastica, con totale delega ai soli insegnanti di sostegno, ciò che comporta – com’è ben noto ai lettori di Superando.it – l’illegittima prassi di mandare gli alunni con disabilità in corridoio o a casa nelle ore in cui l’insegnante di sostegno non sia presente. Quest’ultimo viene inoltre utilizzato impropriamente come supplente in altre classi, con conseguente abbandono dell’alunno assegnatogli.
Infine la questione della riabilitazione svolta in orario scolastico, per non “turbare” gli impegni libero professionali pomeridiani dei professionisti della riabilitazione o per malintese esigenze organizzative prospettate dalle scuole o fatte ritenere come utili alle famiglie.

«Alla luce della recente intesa stipulata il 20 marzo tra lo Stato e le Regioni – spiegano i responsabili delle associazioni promotrici dell’incontro di Martina Franca – sui nuovi criteri per l’accoglienza e la presa in carico degli alunni con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado, è stata avanzata la proposta di un Accordo di Programma Regionale che coinvolga gli Assessorati all’Istruzione, alla Sanità, ai Servizi Sociali e alla Formazione Professionale, l’Ufficio Scolastico Regionale, le Province, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), l’UPI (Unione delle Province d’Italia) e i coordinamenti regionali delle associazioni di persone con disabilità e loro familiari, come la FISH della Puglia, recentemente costituitasi».
«Tale accordo – aggiunge Salvatore Nocera – sulla base dell’ esperienza di quanto già avvenuto nell’Emilia Romagna e nel Lazio, dovrà chiarire le rispettive competenze amministrative e finanziarie fra tutti i soggetti pubblici obbligati per legge ad intervenire; dovrà altresì aumentare e coordinare le risorse umane necessarie, come ad esempio il numero di neuropsichiatri infantili e degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione e così via. Sempre sulla base di tale accordo, inoltre, dovranno esserne stipulati degli altri a livello provinciale e dei singoli Piani di Zona, che potranno essere firmati anche dalle scuole singole o collegate in rete. Solo questo potrà garantire la certezza e l’esigibilità dei diritti da parte delle famiglie in tempi reali e senza aggravio di spese a carico delle stesse, le quali devono oggi rivolgersi a centri privati di riabilitazione o ad avvocati per vedersi tutelate».

L’analisi dei problemi e le proposte suggerite a Martina Franca sono state approvate dai numerosi genitori presenti in sala e rappresentanti delle associazioni dei due territori. «Peccato – sottolineano gli organizzatori – che siano risultati assenti, benché fortemente sollecitati dalle associazioni promotrici, i dirigenti scolastici e quasi tutti gli insegnanti e gli amministratori della Provincia di Bari che dovranno essere gli artefici di questi accordi di programma».
In ogni caso le associazioni hanno dichiarato di volersi adoperare per stimolare una rapida stipula dei citati Accordi di Programma e in caso di insuccesso, di voler aprire una lotta a tutto campo, attraverso il ricorso alla Magistratura Civile, Penale e Amministrativa, sulla base della Legge Nazionale 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) e anche alla luce della recente Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. (S.B.)

Per ulteriori informazioni:
AIDA Martina Franca, tel. 329 5341363
AMAR Down Martina Franca, tel. 328 6162889
ARPUH Locorotondo, tel. 333 58165992
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