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Sempre più vicini all’Unione Europea

Yannis Vardakastanis, presidente dell'European Disability Forum«Le scrivo con estrema soddisfazione a seguito dell’annuncio pubblico da parte dei suoi uffici che la proposta per una Direttiva Europea per combattere la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità sarà presentata al Collegio dei Commissari verso la fine di giugno, all’interno di un complessivo “Pacchetto sul Sociale”».
Sono parole di Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF (European Disability Forum), rivolte nei giorni scorsi a José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, in riferimento alla concreta prospettiva di una specifica Direttiva comunitaria sulla disabilità, che appare senz’altro un’ottima risposta a tutti quei cittadini europei (esattamente 1.364.984) che nel 2007 hanno sottoscritto la campagna 1million4disability, lanciata proprio dall’EDF e seguita passo dopo passo anche dal nostro sito (se ne veda il resoconto finale nel testo disponibile cliccando qui).

Lo ha confermato anche Vardakastanis, dichiarando: «Questa è la migliore risposta che lei, insieme al commissario Vladimir Spidla, può dare alla campagna 1million4disability che ha ricevuto il supporto di 1.364.984 cittadini, inclusi importanti esponenti politici a livello nazionale ed europeo, rappresentanti di un’ampia varietà di organizzazioni della società civile, sindacati e capi di Stato. È inoltre significativo che la campagna abbia rappresentato la prima iniziativa popolare ad essere perseguita dalla Commissione Europea, anche in precedenza dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona [firmato il 13 dicembre 2007 a Lisbona dai capi di Stato e di Governo dei 27 Stati Membri dell’Unione Europea, intende dotare quest’ultima di istituzioni moderne e di metodi di lavoro ottimizzati per rispondere in modo efficace ed efficiente alle sfide del mondo di oggi, N.d.R.]. Tutti i cittadini europei potranno dunque rallegrarsi della sua decisione, che definisce un esempio positivo di dialogo democratico tra la Commissione Europea e il popolo del nostro continente».

Tanti cittadini europei a Bruxelles, il 4 ottobre 2007, per la conclusione della campagna «1million4disability» (foto di Ines Figueiredo Alves)In realtà è già dal 2000 che l’EDF sostiene la necessità di una specifica direttiva sulla disabilità e nel 2003, in chiusura dell’Anno Europeo delle Persone con Disabilità, anche la Commissione – pur dichiarando che i tempi non erano ancora maturi – affermò che tale direttiva ci sarebbe stata.
Il provvedimento annunciato ora rappresenta anche un primo significativo passo nel processo di implementazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – la cui ratifica da parte della Commissione Europea sembra ormai imminente – in quanto la non discriminazione è un elemento fondamentale di questo nuovo strumento, che attiene ai diritti civili, politici, sociali, economici e culturali delle persone con disabilità.

«L’EDF – continua il testo del documento inviato da Vardakastanis a Barroso – vuole esprimere gratitudine e sostegno di fronte ad un’iniziativa così importante, che contribuirà a creare un forte legame tra disabilità, non discriminazione e diritti umani all’interno dell’Unione Europea. Sino ad oggi, infatti, troppi cittadini con disabilità sono rimasti tra i più “invisibili” e trascurati, segregati negli istituti o chiusi nelle case, negando loro l’accesso all’istruzione, agli organi d’informazione, ai cinema o ai locali pubblici. Una specifica legislazione europea che faccia sentire concretamente i suoi effetti potrà consentir loro quel diritto al libero movimento di cui sono stati privati per così tanto tempo. La chiedono 50 milioni di persone con disabilità e le loro famiglie, per arrivare ad un cambiamento reale che renda l’Europa la regione più avanzata nella promozione dei diritti delle persone con disabilità. E dovrà essere una legislazione che tracci adeguatamente le situazioni di discriminazione multipla in cui tutte le persone con disabilità possono venirsi a trovare nel corso della vita, a causa dell’età, del sesso, della religione, del credo ideologico, delle origini etniche o degli orientamenti sessuali».

Da segnalare anche, a questo proposito, che l’European Disability Forum ha realizzato a sua volta una bozza di proposta di legge, con il supporto di alcuni esperti (se ne possono leggere i contenuti nel sito del Forum, cliccando qui).
«Richiamiamo infine – conclude Vardakastanis nel suo messaggio – il Consiglio Europeo, gli Stati Membri deputati a prendere decisioni su questa proposta e lo stesso Parlamento continentale a sostenere con forza questa proposta di legge che potrà portare i cittadini più vicini all’Unione Europea».
(Giuliano Giovinazzo e Stefano Borgato)