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Le nuove linee guida sulla fecondazione assistita

Lavoro di ricercatore su tecniche di procreazione medicalmente assistitaPubblicate in «Gazzetta Ufficiale» le nuove linee guida alla Legge 40/04 sulla procreazione medicalmente assistita, firmate dal ministro della Salute ancora in carica Livia Turco, con qualche importante novità rispetto al vecchio testo, risalente al 16 agosto 2004, come l’eliminazione dei commi relativi al divieto della diagnosi preimpianto, ciò che tiene conto anche delle numerose sentenze di questi anni. Alla luce di quanto deciso, i portatori di malattie come l’HIV, ad esempio, potranno accedere alle tecniche di fecondazione assistita.

«Queste nuove linee guida – ha dichiarato Livia Turco – sono il frutto di un lavoro finalizzato principalmente a due obiettivi: la piena e corretta applicazione della Legge 40 e la necessità di fornire idonee e puntuali indicazioni agli operatori sanitari alla luce delle nuove risultanze cliniche e del mutato quadro di riferimento giuridico scaturito dai ripetuti interventi della Magistratura sulle precedenti linee guida».

Il ministro ha spiegato che è stato recepito – come previsto dalla Legge 40 e con l’aiuto dell’Istituto Superiore di Sanità – il parere del Consiglio Superiore di Sanità, con tutte le indicazioni in esso contenute. In particolare, si è tenuto conto delle indicazioni riguardanti la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita anche per quei soggetti sieropositivi a virus di malattie sessualmente trasmissibili, per i quali è stato riconosciuto uno stato di infertilità «di fatto» e che da oggi potranno, se lo vorranno, avere dei figli senza correre il rischio di infettare la partner e il nascituro.
«Abbiamo anche recepito – ha dichiarato ancora Turco – le indicazioni a implementare il sostegno psicologico alle donne e alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione assistita, durante tutto il percorso assistenziale, prima, durante e dopo l’effettuazione delle tecniche o anche a seguito del fallimento delle stesse».

Tre, in sostanza, le principali novità introdotte da queste linee guida. Innanzitutto – come già accennato – la possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) estesa anche alla coppia in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili e in particolare del virus HIV e di quelli dell’epatite B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA.
Poi l’indicazione che ogni Centro per la PMA assicuri la presenza di un adeguato sostegno psicologico alla coppia, predisponendo la possibilità di una consulenza da parte di uno psicologo adeguatamente formato.
Infine l’eliminazione dei commi delle precedenti linee guida che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale e ciò a seguito delle recenti sentenze di numerosi tribunali regionali.

Livia Turco, ministro della Salute uscenteDure critiche arrivano al ministro della Salute uscente sia dal Popolo delle Libertà (PDL) che dall’UDC, per tramite, il primo, della senatrice Laura Bianconi, secondo la quale si tratta di «un provvedimento scorretto, adottato avvalorando alcune sentenze contrarie alla Legge 40, il quale di fatto ne stravolge lo stesso principio cardine. Un provvedimento, oltretutto, attuato utilizzando uno strumento giuridico, come quello delle linee guida, non idoneo a modificare una legge, specie su parti così delicate e controverse».
Anche la responsabile del Settore Famiglia dell’UDC, Luisa Capitanio Santolini, ha parlato di «uso strumentale di sentenze che vanno contro lo spirito e la lettera della legge». Secondo Santolini, infatti, la diagnosi pre-impianto aprirebbe «quegli scenari di selezione eugenetica che proprio la Legge 40/04 voleva combattere e che le sentenze dei tribunali hanno ignorato. Mi auguro dunque che il prossimo ministro abroghi immediatamente queste linee guida che dimenticano il risultato stesso di un referendum».

Positive, invece, le reazioni del Partito Democratico (PD), per il quale si è espressa la senatrice Livia Franco. «Queste linee guida – ha dichiarato Franco – non hanno certo l’obiettivo di cambiare la legge, ma cancellano quegli elementi ulteriormente restrittivi sulla diagnosi preimpianto introdotti con le indicazioni precedenti. Il ministro ha tenuto conto correttamente delle sentenze dei tribunali di Cagliari e di Firenze, nonché del TAR del Lazio, oltre che delle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. Sorprendono, pertanto, alcune reazioni negative. Personalmente ho già depositato due disegni di legge, uno per rivedere radicalmente la Legge 40 e un secondo per consentire l’accesso alle tecniche di PMA alle coppie portatrici di malattie genetiche. E mi batterò perchè queste proposte siano esaminate al più presto».
Anche l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica giudica positivamente il provvedimento, pur riservandosi di esprimere un parere sul merito, quando sarà disponibile il testo completo. Per il resto, si sottolinea in una nota ufficiale dell’Associazione, «finalmente il ministro Turco ha deciso il rientro della legalità, emanando le nuove linee guida dopo oltre sette mesi di illegalità, a causa del mancato rinnovo. Ci auguriamo che questo nuovo testo elimini una volta per tutte le proibizioni ulteriori aggiunte dalle linee guida scadute, e fatte decadere, perché illegittime, dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio».
«Con queste linee guida – dichiara infine Filomena Gallo, presidente dell’associazione Amica Cicogna – possiamo dire la parola fine ad ogni forma di dubbio sulla possibilità di effettuare diagnosi preimpianto, anche se si tratta ancora di un atto incompleto. Il ministro Turco ha fatto sicuramente un buon lavoro, ma non basta e credo che dovranno essere ancora una volta i giudici a dover ripristinare la legalità. Infatti, i portatori di malattie genetiche non sterili non sono contemplati nel testo e non potranno accedere alla fecondazione assistita. Inoltre, le osservazioni delle società scientifiche sulla questione del numero di ovociti da fecondare rimangono completamente disattese, lasciando un vuoto che la Legge 40 determina e che le linee guida non chiariscono». (S.B.)