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Chi impara che cosa?

Bimbo con disabilità insieme a un compagno di scuola non disabile«La presenza degli alunni con disabilità ha spesso obbligato gli insegnanti ad interrogarsi sul senso dell’apprendimento, ha contribuito a tenere viva l’attenzione per gli aspetti creativi e divergenti a vantaggio di tutta la popolazione scolastica; ha stimolato, inoltre, un importante lavoro di ricerca e discussione attorno ai modelli dominanti, determinando anche cambiamenti nell’organizzazione dei tempi e nei contenuti di lavoro. È importante quindi partecipare al cambiamento dei modelli di apprendimento, all’accoglimento dei bisogni e alla valorizzazione delle disponibilità reciproche nella famiglia e nella scuola e al riconoscimento di atteggiamenti che attribuiscano pari dignità alle differenze, sia nelle istituzioni che nella società, a partire dalle istituzioni scolastiche».

Viene presentato così il quarto Seminario-Studio Nazionale intitolato Chi impara che cosa. La reciprocità dell’apprendimento, curato a Padova, per venerdì 23 e sabato 24 maggio (Hotel Crowne Plaza, Via Po, 197) dall’ANFFAS locale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), in collaborazione con lo Sportello Nazionale ANFFAS ONLUS per l’Inclusione Scolastica, coordinato dal consigliere nazionale delegato di tale associazione, Lilia Manganaro, Sportello la cui sede è proprio a Padova.

L’iniziativa intende offrire uno spazio di confronto tra le famiglie, il personale della scuola, gli insegnanti di sostegno, gli enti locali e le istituzioni sul tema della reciprocità dell’apprendimento, processo che riguarda tutti, in maniera uguale e diversa allo stesso tempo e che, soprattutto, rappresenta una dimensione che accompagna la persona nel corso di tutta la vita.
«Proprio sulla base di questo assunto – spiegano i promotori del seminario – è oggi più che mai necessario rompere lo stereotipo di un unico modello di apprendimento: unidirezionale, centrato prevalentemente sulla trasmissione di informazioni, volto esclusivamente al conseguimento di alcune competenze e orientato a riconoscere e a valorizzare soltanto le cosiddette abilità intellettuali “alte”».

L’appuntamento – che rientra nelle iniziative promosse dall’ANFFAS per celebrare il cinquantenario dalla sua fondazione – è aperto a tutti gli interessati e quindi anche agli operatori scolastici esterni all’Associazione. (S.B.)

Per ulteriori informazioni:
SAI (Servizio Accoglienza e Informazione) dell’ANFFAS
tel. 06 3611524 – 3212391,
nazionale@anffas.net.