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La FISH chiede alle Regioni che si «paghi il giusto»

Il presidente nazionale della FISH Pietro BarbieriIn attesa che la Conferenza Unificata Stato-Regioni definisca i criteri di riparto del Fondo per la Non Autosufficienza tra le Regioni – Fondo che, lo ricordiamo, è stato istituito nel 2007 e rifinanziato con 300 milioni di euro per il 2008 e 400 per il 2009 dalla Legge Finanziaria per il 2008 – oltre alle condizioni di assegnazione delle prestazioni alle singole persone con disabilità non autosufficienti, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) esprime la propria preoccupazione – guardando segnatamente ai vari assessori regionali – che nella concessione dei servizi e dei supporti economici si prenda ancora a riferimento l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) familiare, anziché quello della singola persona con disabilità.

Si tratta – com’è ben noto ai lettori di Superando.it – di una questione quanto mai presente su queste pagine, da noi spesso sintetizzata con la formula “pagare il giusto”, alla quale, anche nei giorni scorsi, abbiamo dedicato un approfondimento riguardante l’importante Ordinanza 2594/08 del Consiglio di Stato che avalla le varie sentenze locali di questi mesi (se ne legga al testo intitolato Anche secondo il Consiglio di Stato bisogna «pagare il giusto», disponibile cliccando qui, mentre in calce al presente testo proponiamo i vari articoli da noi dedicati alla materia).

Vale ancora la pena ricordare che era stato il Decreto Legislativo 109/98 sulle prestazioni sociali (quello che aveva introtto l’ISEE), successivamente modificato dal Decreto Legislativo 130/00, a precisare appunto che per le prestazioni sociali agevolate assicurate «nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo», rivolte a persone con disabilità permanente grave o non autosufficienti, si dovesse evidenziare la situazione economica del solo assistito e non quella dell’intero nucleo familiare.
Il decreto applicativo di tale norma non è però mai stato emanato e molti Comuni oppongono resistenza, continuando a richiedere l’ISEE familiare alle persone con disabilità grave titolari di servizi sociali.
I numerosi pronunciamenti della Magistratura in favore delle persone con disabilità stanno però mettendo in discussione questa “granitica certezza” di Comuni e Regioni e in tal senso l’appello della FISH alle Regioni intende avere soprattutto un significato, quello cioè di rendere esigibili quei diritti che il Legislatore stesso ha previsto, iniziando proprio dai “più deboli fra i deboli”, ovvero dalle persone con disabilità e non autosufficienti, quei cittadini che necessitano di un maggior carico assistenziale. (S.B.)

Sulle questioni riguardanti la contribuzione al costo dei servizi sociali e sociosanitari, suggeriamo la lettura – sempre all’interno del nostro sito – dei seguenti testi:
– Servizi socio-assistenziali e costi per gli utenti
disponibile cliccando qui
– Compartecipazione alle spese: una sentenza che fa scuola
disponibile cliccando qui
– Compartecipazione alle spese e tutela dei diritti
disponibile cliccando qui
– Anche in Toscana conta solo il reddito dell’assistito
disponibile cliccando qui
– Anche per il TAR delle Marche conta solo il reddito dell’assistito
disponibile cliccando qui
– Il diritto di «pagare il giusto»
disponibile cliccando qui
– «Pagare il giusto»: la Convenzione comincia a fare scuola
disponibile cliccando qui
– Provvedimento d’urgenza per poter «pagare il giusto»
disponibile cliccando qui
– Anche secondo il Consiglio di Stato bisogna «pagare il giusto»
disponibile cliccando qui