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Si conclude a Milano la rassegna «Talenti in scena»

Si concluderà giovedì 12 giugno la rassegna denominata Talenti in scena, curata dalla Delega alla Partecipazione e alla Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità della Provincia di Milano, in collaborazione con la Cooperativa Sociale La Cordata e da noi già ampiamente presentata al momento del suo avvio.

Daniele Segre, regista di «Sto lavorando?»«L’arte – ha dichiarato Ombretta Fortunati, consigliera delegata alla Partecipazione e alla Tutela delle Persone con Disabilità della Provincia di Milano – è senza dubbio la forma più diretta di espressione. Da questa convinzione abbiamo ideato questa rassegna di appuntamenti artistici, di diversa tipologia, messi in scena da artisti con disabilità, proseguendo così nel nostro percorso di sensibilizzazione contro le barriere culturali, verso una società che sappia includere tutte le diversità e ne faccia ricchezza».

Dopo quindi lo spettacolo teatrale di David Anzalone e quello circense per bambini diretto da Maurizio Accattato e Paolo Dei Giudici, l’ultimo appuntamento (Auditorium Villaggio Barona, Via Zumbini, 6, ore 21) sarà dedicato al cinema, con la proiezione di Sto lavorando?, film diretto da Daniele Segre – di cui pubblichiamo in calce una scheda – alla cui visione seguirà un dibattito con il regista. (S.B.)

Per ulteriori informazioni:
– Delega alla Partecipazione e alla Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità
tel. 02 77402816,
segr.delegadisabilita@provincia.milano.it
– Ufficio Stampa della stessa (Alice Prencipe)
tel. 02 80649207,
alice@soundpr.it.
Sto lavorando?, di Daniele Segre, 1998 (55 minuti)
Un gruppo di lavoratori è alle prese con la cassa integrazione, per la crisi post-terremoto che ha messo in ginocchio il turismo in Umbria: le strutture di accoglienza sono chiuse, le loro competenze, abilità e abitudini vengono messe a dura prova da uno stravolgimento che segna le loro vite, il loro essere gruppo, il loro sentirsi “compagni”.

Tra i lavoratori ce n’è uno un po’ diverso, Matteo, che resterà a casa non per le ragioni di tutti, ma perché gli accordi presi per lui prevedono che la sua storia di lavoro duri soltanto due mesi. Perché Matteo ha problemi psichici seri. Il suo lavoro presso la sala ristorante della “Cittadella” di Assisi è stato all’inizio qualcosa di difficile definizione, a metà fra l’esperimento e l’escamotage: un modo per non farlo stare chiuso in casa e il tentativo di fargli affrontare situazioni, compiti, impegni nuovi.
Poi, poco a poco, Matteo, che non ha mai voluto mettere una giacca in vita sua, che lanciava sui tavoli piatti in ordine sparso e posate a mazzi, che a tutti si rivolgeva con frasi rituali, spronato dai suoi compagni di lavoro, ha imparato a indossare gilè e papillon, ad apparecchiare e sparecchiare, a mettere sui tavoli bottiglie di acqua e di vino, a servire i clienti senza importunarli con le sue tiritere.

“Sto lavorando?”
chiede e si chiede Matteo, in cerca di conferme, mentre compie queste semplici mansioni. “Sto lavorando?”: la domanda echeggia nei suoi compagni, consapevoli che anche il lavoro che stanno loro stessi compiendo è a termine.
E la stessa domanda sembra porsi il regista, Daniele Segre, accorso a filmare con una piccola telecamera gli ultimi giorni di lavoro di Matteo, per impedire che di quella esperienza, così intensa e innovativa, sparisca ogni traccia: è cinema anche questa sorta di “pronto intervento cinematografico”?

Il film è stato invitato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia del 1998 e ha vinto il primo premio al Festival Internazionale Filmmaker, Milano 1998.

(a cura della Delega alla Partecipazione e alla Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità della Provincia di Milano)