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Ancora falsi invalidi!

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti da cui si attendono le linee programmatiche della prossima Manovra FinanziariaNella seduta del Consiglio dei Ministri di domani, alle numerose questioni politiche sul tappeto, si aggiungerà la presentazione delle linee programmatiche della prossima Manovra Finanziaria.
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha già annunciato che vi saranno misure per contenere la spesa sulle pensioni di invalidità civile e il contrasto alle false invalidità.
I toni allarmistici e demagogici delle prime comunicazioni non sono certo rassicuranti, anche se ancora non è chiaro quali azioni il Governo intenda intraprendere.

Si tratta di un ritornello che ritorna ciclicamente, alimentato da episodi di malcostume alimentati ad arte affinché sembrino una realtà consolidata: il “cieco che guida la moto”, il “sordo che va ai concerti”, l’”invalido che pratica sport estremi”.
In realtà, negli ultimi anni i controlli e le verifiche sulle cosiddette “false invalidità” sono stati effettuati massicciamente in forza di norme approvate, in modo bipartisan, da tutti i governi che si sono succeduti. Non risponde quindi al vero che i controlli non ci siano.

Li ha perseguiti il primo Governo Prodi.  Infatti, prima la Legge 8 agosto 1996, n. 425 e poi la Legge Finanziaria per il 1997 (662/96) fissarono a carico degli invalidi civili una serie di autocertificazioni relative alla sussistenza dei requisiti personali, autocertificazioni che vengono presentate ancora oggi, il 31 marzo di ogni anno.
Vennero poi incrementati notevolmente i controlli e le visite di verifica a campione. Non si hanno per altro notizie sull’ammontare del recupero di provvidenze indebitamente riscosse, così come a fronte dei numerosi ricorsi da parte degli interessati contro le revoche, sono del tutto irrilevanti le azioni nei confronti delle Commissioni che hanno rilasciato indebitamente le certificazioni di invalidità.
Un’altra “ondata” di verifiche sulle invalidità civili si sarebbe varata poi con la Finanziaria per il 1998 (Legge 449/97), controlli che proseguono a campione ancora oggi.

Il secondo Governo Berlusconi ha rilanciato, con la Legge 24 novembre 2003, n. 326, che ha modificato profondamente le modalità di ricorso in materia di minorazioni civili.
In precedenza, nel caso in cui un cittadino non accettasse l’esito di una visita di accertamento di invalidità, poteva presentare ricorso amministrativo e, solo in caso di rigetto, ricorrere al giudice. Nella maggioranza dei casi il ricorso amministrativo si risolveva con un silenzio-rigetto.
Anziché riformare le modalità di ricorso amministrativo – magari delegandolo alle Regioni – il Legislatore ha preferito eliminarne la possibilità e lasciare aperta solo la strada del ricorso giurisdizionale, cioè davanti al giudice e con l’assistenza di un legale.
Inoltre la Legge 326/03 ha imposto la presenza in giudizio anche del Ministero dell’Economia che può essere difeso dall’Avvocatura dello Stato o, in base a convenzioni, dai legali dell’INPS e dell’INAIL. Nella sostanza la norma risponde ad un’esigenza dello Stato di fronte ai numerosissimi ricorsi persi in giudizio.
Presentare ricorso, dunque, è diventato più complesso, per il Cittadino.

Il terzo Governo Berlusconi ha insistito, intervenendo anche nell’ambito dei procedimenti relativi al riconoscimento delle minorazioni civili.
La Legge 2 dicembre 2005, n. 248 (articolo 10) ha previsto infatti una misura che riguarda le procedure di riconoscimento dell’invalidità civile, della cecità civile e del sordomutismo, trasferendo all’INPS le funzioni di verifica attribuite precedentemente al Ministero dell’Economia.
Fino a quel momento il Ministero dell’Economia aveva verificato tutti i verbali di invalidità civile, di handicap (Legge 104/92) e di disabilità (Legge 68/99), attraverso proprie Commissioni Mediche di Verifica presenti su tutto il territorio nazionale.
Nella sostanza, tutti i verbali delle Commissioni delle Aziende USL – prima di essere consegnati al cittadino – dovevano essere approvati dalle Commissioni Mediche di Verifica del Ministero dell’Economia. La Commissione poteva convalidarli, richiedere approfondimenti oppure convocare a nuova visita i cittadini. Inoltre poteva effettuare controlli periodici a campione.
Con la citata Legge 248/05, tutte queste competenze, assieme al personale e alle risorse economiche necessarie, sono state trasferite all’INPS, l’Istituto cui già è affidata l’erogazione delle provvidenze economiche agli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti.

Questi i fatti. Incontrovertibili e pubblicati in Gazzetta Ufficiale: non è vero che i controlli  preventivi e a campione non ci siano.
Ma aggiungiamo altri dati, reali.

1. Oggi l’indennità di accompagnamento
viene riconosciuta ai ciechi totali e agli invalidi civili non in grado di deambulare autonomamente o non in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita.
2. Oggi l’indennità di accompagnamento ammonta a 465,09 euro mensili (fonte Gazzetta Ufficiale).
3. Nel 2006 l’indennità di accompagnamento veniva erogata a 980.000 persone, di cui 580.000 ultrasessantacinquenni (fonti INPS e ISTAT). Non quindi 2.600.000, come hanno erroneamente riportato alcuni giornali sulla scorta di “veline ministeriali”.
4. Tutti i verbali di accertamento di invalidità, di handicap (Legge 104/92) e di disabilità (Legge 68/99), emessi dalle Commissioni della Aziende USL, vengono inviati per controlli dalle Commissioni di verifica dell’INPS che possono convalidarli o sospenderli per ulteriori controlli. Un meccanismo di verifica stringente, che non ha pari in nessun altro iter amministrativo pubblico.
5. Si ignora ad oggi quale sia il costo per l’erario di tale apparato di controllo, oltre che conoscerne la sua reale efficacia ed efficienza. Tutti costi che naturalmente incidono sulla collettività.
6. Non esistono ad oggi strumenti di controllo di qualità delle procedure di accertamento e di riconoscimento delle minorazioni civili: i tempi, la ripetizione inutile delle visite, le liste di attesa, il contenzioso. Tutti costi che incidono sulla collettività e sul Cittadino singolo.
7. Il riconoscimento di invalidità ad una persona che non ne abbia i requisiti si configura come un reato di falso ideologico (articolo 480 del Codice Penale), punibile con la reclusione da due mesi a tre anni. Il reato si prescrive dopo cinque anni (articolo 157 del Codice Penale). Non risulta che dal 1996 alcun medico sia finito in carcere.

Questi i fatti. Ora sulla base di questi fatti, possiamo riflettere. Ma è sui fatti che vorremmo discutere, non sulle “notizie” non verificate pubblicate da molti giornali. Ed ora attendiamo le “proposte” del ministro Tremonti.