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La solita coperta troppo corta

Il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca PancalliLa notizia è questa: il decreto sulla salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie, approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 maggio scorso (Decreto Legge n. 93), taglia i fondi contenuti nella precedente Finanziaria e destinati al Comitato Italiano Paralimpico (CIP) per il triennio 2008-2010.
Alla sorpresa del presidente dello stesso CIP, Luca Pancalli, si aggiunge l’invito accorato dell’ENS (Ente Nazionale per la Protezione e l’Assistenza dei Sordi), per far sì che «l’Esecutivo ci ripensi e che il taglio dell’ICI sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e il prestito per l’Alitalia siano coperti con altri fondi. Non si può promettere al povero togliendo all’altro povero».

È sempre la solita vecchia storia della “coperta troppo corta” dell’economia italiana. Di solito, però, si dice che bisogna scegliere se coprire “testa o piedi”, mentre in questo caso ci si limita a considerare la scelta tra i due piedi. La “testa” – i ricchi che godono già di qualche fortuna e privilegio – continua a rimanere al caldo e i poveri si devono fare la “guerra” tra loro per capire chi, essendo più povero, ha diritto al brandello di tela.

Convenzione ONU sui Diritti delle stesse: «Il Governo e il Parlamento si uniscano alla nostra sfida, incominciando a riflettere sul fatto che non si può promettere al povero togliendo all’altro povero, in nome di una falsa uguaglianza a salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie».
Nei giorni scorsi – come accennato – anche il presidente del CIP Luca Pancalli si era detto «estremamente stupito e amareggiato» per la scelta dell’Esecutivo, affermando di confidare «in un rapido intervento del Governo per individuare, in breve tempo, soluzioni idonee a questo problema».

Personalmente mi sconcerta anche il fatto che questa vera e propria “doccia fredda” sia arrivata a pochi mesi dalla partenza dei nostri atleti per le Paralimpiadi di Pechino. Mi chiedo infatti con che spirito potranno lavorare da qui ad allora, sapendo che la loro possibilità di vivere una vita piena grazie anche allo sport è fortemente minata dai soliti problemi economici.
Ai Mondiali di Calcio del 2006 ci domandavamo come gli azzurri potessero affrontare le sfide con la dovuta serenità a causa della vicenda “Calciopoli” appena scoppiata e il destino incerto a cui essa condannava molti di loro.
Oggi voglio sperare che questa notizia non passi in sordina come al solito e che la stessa preoccupazione venga riservata anche agli atleti paralimpici e a tutte le persone con disabilità italiane, perché sarebbe davvero un peccato mortale uccidere i sogni di tanti che hanno appena cominciato ad assaporare l’idea di iniziare a fare sport proprio grazie a queste Olimpiadi e ai nuovi “eroi” Oscar Pistorius e Natalie Du Toit, che negli ultimi mesi abbiamo tanto osannato e contribuito a creare, in modo ipocrita, visto come stanno andando le cose.
Ritengo in sostanza che queste prossime Olimpiadi possano rappresentare un vero punto di svolta per lo sport, paralimpico e non, e questo “solito casino all’italiana” suona a maggior ragione come una beffa nella beffa.

*Medico e giornalista. Promotrice del blog Arte e Salute dal quale il presente testo è stato ripreso, per gentile concessione dell’autrice.
Gli interessati a commentare questa vicenda possono farlo, oltre che scrivendo alla nostra redazione (info@superando.it), anche direttamente nel citato blog Arte e Salute.