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Quel Distretto Sanitario va reso accessibile

Scalinata interna in un edificio«Ma i Distretti Sanitari di Base non sono quei luoghi che hanno l’obbligo di individuare i bisogni di salute dei cittadini e che devono saper organizzare risposte anche promuovendo l’integrazione attraverso servizi sociali?».
Se lo chiede Claudio Ferrante, nostro lettore di Montesilvano, in provincia di Pescara, di fronte a quanto accade nel suo Comune, dove appunto il Distretto Sanitario di Base risulta inaccessibile alle persone con disabilità – con gli uffici posti al primo piano di un edificio senza ascensore e tre rampe di scale), nonostante le ripetute proteste.

«Abbiamo iniziato a protestare dal mese di marzo del 2007. Il 7 maggio 2007 abbiamo anche protestato fisicamente davanti alla struttura e proprio allora, con lettera formale, ci invitarono a cessare le rimostranze perché, come scritto testualmente in una lettera, erano “state avviate le fasi istruttorie per l’adozione degli atti necessari per trasferire gli uffici al piano terra e permettere ai portatori di handicap di usufruirne”. Dal canto loro, i responsabili dell’ASL dichiararono al giornale “Il Centro” che “entro un mese la situazione dovrebbe essere risolta”».
E invece la struttura continua ad essere inaccessibile, più di un anno dopo, ciò che ha portato Ferrante a rivolgersi direttamente con una lettera al presidente della Repubblica, ai ventidue parlamentari abruzzesi, ai due deputati con disabilità Ileana Argentin e Gianfranco Paglia e naturalmente al direttore generale dell’ASL di Pescara.

«Chi amministra la cosa pubblica – vi si scrive – e viene pagato con i soldi delle tasse dei cittadini, compresi quelli con disabilità, non dovrebbe essere rimosso se non svolge il proprio dovere, compromettendo la dignità e il diritto alla mobilità dei cittadini più deboli?».
«Tre lettere inviate alle autorità sanitarie e regionali – continua il messaggio, rivolgendosi direttamente ad Argentin e Paglia – otto denunce pubbliche apparse sulla stampa, una protesta effettuata davanti al Distretto, cara Ileana e caro Gianfranco, ma cosa bisogna fare per abbattere queste maledette barriere? Vi invito a venire con me a protestare davanti al Distretto, perché è necessario restituire dignità alle persone che non hanno la forza di protestare».

«Chiedo dunque soluzioni concrete e immediate perché questi sono comportamenti incivili che rinchiudono le persone con disabilità nelle loro case. Altrimenti userò tutti i mezzi che la democrazia mi metterà a disposizione per difendere ciò che le leggi e la Costituzione impongono alle istituzioni, annunciando fin d’ora proteste civili, ma clamorose». Proteste che naturalmente il nostro sito appoggerà, fino a quando non si otterrà il risultato voluto. (S.B.)