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Studenti per sempre?

Ragazzo con disabilità insieme a compagno di scuolaLa dolorosa  e meditata scelta di Gabriele, di cui si può leggere sul quotidiano «La Stampa» del 19 giugno scorso (pagina 9, articolo a firma di Gianni Giacomino, intitolato Mi faccio bocciare, la mia vita è a scuola), di non presentarsi all’esame di fine corso di studi, per poter così restare ancora un anno nel mondo della scuola e usufruire di quanto di valido ha saputo realizzare l’integrazione scolastica a favore degli studenti con disabilità, evidenzia ancora una volta il grande vuoto che attende, soprattutto fuori dei grandi centri metropolitani, l’ex studente con disabilità.
Grande vuoto che genera una sorta di horror vacui soprattutto nelle famiglie dei cosiddetti “gravissimi”, cioè di quegli studenti che obiettivamente non hanno possibilità reali di accedere al mondo del lavoro o – per difficoltà assistenziali e logistiche – a quello dell’università.
Tali famiglie si trovano ad affrontare un duplice problema: l’incremento del “lavoro di cura” che prima veniva svolto dalla scuola attraverso le figure dell’insegnante di sostegno e dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione (e dalla presa in carico collettiva da parte di tutti gli insegnanti, nei rari casi – purtroppo – ove quest’ultima effettivamente avviene) e la necessità di dover organizzare una giornata di lavoro intellettivo valida e stimolante per il proprio ragazzo.

Un ulteriore fattore rende ancora più gravosa la vita di queste nostre famiglie: dall’entrata dei ragazzi con disabilità nella scuola sono passati 5-10-15 anni, un periodo che purtroppo è passato anche per i genitori, che nel frattempo hanno lavorato assai duramente per supportare, integrare, correggere l’istruzione e l’inserimento sociale dei loro figli e che ora mostrano chiaramente i segni della loro fatica esistenziale.
Viene dunque del tutto spontaneo porsi una domanda: perché solo la scuola aiuta davvero (talvolta bene, altre volte un po’ meno) la famiglia con disabilità?

*Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi).