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Affrontare l’autismo e il ritardo mentale nel Lazio

Ragazzo con problemi di autismoSi è svolto il 9 luglio a Roma il workshop denominato Autismo e ritardo mentale: stato dell’arte e prospettive nel Lazio, a cura di Unisan, componente del Consorzio Ri.Rei. (Riabilitazione e Reinserimento), cui nell’estate del 2006 la Regione Lazio aveva affidato la gestione dei Centri ex Anni Verdi.
A due anni di distanza da allora, dunque, è stato proposto un confronto tra erogatori di servizi sanitari e familiari dei pazienti sulle attività svolte e sui progetti in realizzazione, in un’ottica di condivisione delle prospettive con le persone direttamente coinvolte nei vari processi assistenziali.

«Due anni fa – dichiara Rossana Varrone, vicepresidente del Consorzio Ri.Rei. e presidente di Unisan – abbiamo intrapreso con entusiasmo e impegno una grande sfida, quella cioè di recuperare i Centri ex Anni Verdi, che per molto tempo avevano rappresentato un punto di eccellenza nel Lazio per l’autismo e il ritardo mentale. Attraverso il dialogo con lavoratori e familiari, siamo riusciti a dare risposte concrete agli uni, in merito alla salvaguardia dei posti di lavoro, e anche agli altri, ripristinando tutti i servizi e attivandone di nuovi, come la riabilitazione domiciliare. Ora guardiamo al futuro, aprendo una nuova fase per i pazienti e i familiari che vivono quotidianamente il dramma dell’autismo».

Il lavoro di Ri.Rei., attraverso Unisan, ha anche puntato alla formazione di operatori e genitori, fornendo nel 2007 più di cento ore di incontri formativi, avvalendosi della collaborazione di esperti internazionali del settore.
«L’autismo e il ritardo mentale – spiega Paolo Curatolo, direttore del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario di Tor Vergata e consulente scientifico di Ri.Rei. – sono patologie neurologiche complesse, caratterizzate da deficit di comunicazione e problematiche comportamentali, per le quali, nonostante i recenti progressi delle neuroscienze pediatriche, non vi è ancora una cura definitiva. Si tratta di problemi che interessano il 3% della popolazione, ma solo strategie complesse di intervento educativo e comportamentale possono essere efficaci se intraprese in età precoce. L’intervento educativo, in particolare se precoce, può infatti sviluppare le potenzialità in questi soggetti, portandoli al raggiungimento del massimo livello di autonomia personale e di integrazione sociale. Tra le varie fasi della vita, il passaggio adolescenziale di ragazzi con autismo e/o ritardo mentale è un elemento disorganizzatore che richiede interventi specifici».

Sulla base di tali premesse, sono state avviate nei tre centri Ri.Rei. di Roma (Via Majorana, Via Sbricoli e Santa Severa) attività riabilitative finalizzate all’incremento delle capacità comunicative e di autonomia.
La riabilitazione domiciliare per gli utenti dei Centri di Via Sbricoli e Via Majorana, l’attività velica in quello di Santa Severa e la terapia nelle fattorie sociali sono le punte di diamante di un’attività riabilitativa che punta al protagonismo del soggetto assistito.
Da questa esperienza nascerà ora il nuovo Centro Sperimentale per l’Autismo e le Malattie Neurologiche Rare, attualmente in fase di ristrutturazione, struttura polispecialistica con sede nell’ex IPAB San Michele di Roma, nel territorio dell’XI Municipio, la prima nel Lazio ad essere stata progettata appositamente per ospitare e riabilitare soggetti autistici in regime semiresidenziale: 1.500 metri quadrati con arredi sicuri, oggetti in grado di sviluppare le capacità residue degli ospiti e pareti dipinte con i criteri della cromoterapia, oltre a 6.500 metri quadrati di giardino e spazi all’aperto.
«Tutto è pronto per l’apertura del nuovo centro – sottolinea Varrone – ma siamo ancora in attesa del trasferimento dell’accreditamento da parte della Regione Lazio presso i nuovi locali, indispensabile per iniziare l’attività. Un’operazione che non comporterebbe alcun costo aggiuntivo per il Sistema Sanitario Regionale».

«Abbiamo seguito la vicenda di Anni Verdi sin dall’inizio – conclude Costantino Rossi, presidente della Consulta Cittadina Permanente per l’Handicap – e abbiamo constatato che l’assistenza sanitaria erogata da Ri.Rei. ha raggiunto un livello qualitativo molto elevato. Ora, però, chiediamo alla Regione Lazio l’accreditamento permanente per il Consorzio, così da fornire ai familiari garanzie di stabilità e continuità nell’assistenza e dare la possibilità a Ri.Rei. di continuare il percorso intrapreso con l’apertura del nuovo Centro. Si tratterebbe di un gesto concreto, un segno tangibile dell’attenzione delle istituzioni nei confronti dei cittadini più bisognosi». (Valentina Mesolella)

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