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Esperimento ad alta integrazione

L’autismo è una sindrome sicuramente grave e diffusa, probabilmente più di quello che si è sempre creduto, pensando ad esempio che i dati di incidenza più aggiornati parlano di un caso ogni 170 nati.
Dall’autismo non si guarisce e tuttavia molto, anzi moltissimo, può essere fatto e la presa in carico strutturata e metodica fin dalla prima infanzia è, allo stato dell’arte, ciò che garantisce una prognosi favorevole, il che significa il superamento degli aspetti più drammatici di questo handicap, come la comunicazione quasi sempre assente nelle persone con autismo.

Bimbo in mezzo a tante palline colorateUna pregevole iniziativa in tal senso viene condotta da qualche anno da parte della Fondazione Bambini e Autismo ONLUS di Pordenone – organizzazione attiva già dal 1998 – con il “Punto Gioco”, nato allo scopo di integrare i bambini con autismo nella “loro società”.
«Già, la “loro società” – spiega Cinzia Raffin, direttore scientifico e presidente della Fondazione friulana – ma quale può essere questa società che accoglie amichevolmente chi è “diverso”, se non la società dei bambini i quali molto spesso sanno bene integrarsi con i loro pari con disabilità?».

“Punto Gioco” è quindi un centro diurno di una settimana, la cui edizione 2008 è in corso di svolgimento fino al 5 settembre a Villa Respiro di Cordenons (Pordenone) – struttura della Fondazione Bambini e Autismo – ove vengono ospitati sei bambini con autismo insime a quattro compagni normodotati di pari età (fra i cinque e i dieci anni), per far vivere loro un’esperienza ludica in comune.
E sono giornate intense, quelle che stanno trascorrendo, con gite al mare a Bibione (Venezia), con i giochi gonfiabili di Torrelandia a Pordenone, l’Acquafollie di Caorle (Venezia) o le gite a Parco San Floriano di Polcenigo (Pordenone).

«Si tratta – secondo Raffin – di una vera “rivoluzione culturale” perché solitamente le persone con disabilità e gli autistici in particolare, per integrarsi devono frequentare luoghi che difficilmente rispettano la loro differenza. In questo caso è diverso perché sono le persone con autismo che ospitano i loro compagni e amici sani che possono così passare alcune ore a Villa Respiro, la prima casa in Italia pensata per le persone con autismo. In concreto, poi, l’iniziativa comporta anche che tutti gli operatori coinvolti nel progetto sono specializzati nella presa in carico delle persone con autismo».

Nelle passate edizioni di “Punto Gioco” le valutazioni di gradimento dell’iniziativa da parte dei genitori – sia che i loro figli fossero autistici o normodotati – sono state molto alte. «Un progetto piccolo – conclude Raffin – con dieci bambini coinvolti per una settimana, ma un momento di grande integrazione e un seme piantato per il futuro». (S.B.)

Per ulteriori informazioni:
Fondazione Bambini e Autismo ONLUS
tel. 0434 29187,
relazioniesterne@bambinieautismo.org.