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E secondo l’INPS con il tempo si può migliorare…

Espressione tra il perplesso e il divertito«È necessario riflettere sui fatti, e non sulle “notizie” sporadiche non verificate, pubblicate da molti giornali sulla “caccia ai falsi invalidi”: infatti, si tratta del solito ritornello, alimentato ad arte affinché sembri una realtà consolidata: il “cieco che guida la moto”, il “sordo che vai ai concerti” ecc.».
Si rivolge così Giuseppe Sannino, presidente dell’ANIDA (Associazione Nazionale Italiana Diversamente Abili), in una lettera indirizzata al ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, al sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e a quello delle Politiche Sociali Eugenia Roccella, riprendendo temi già lanciati qualche tempo fa nel nostro sito da Carlo Giacobini, nell’editoriale intitolato Ancora falsi invalidi! (disponibile cliccando qui).
E anche Sannino si sofferma su un altro dato incontrovertibile: «Non mi risulta – scrive infatti – che a tutt’oggi alcun medico sia finito in carcere per reato di falso ideologico (art. 480 del Codice Penale), per riconoscimento di invalidità a una persona che non abbia i requisiti».

Ma il punto che in questa sede più ci interessa riguarda proprio la vicenda personale del presidente dell’ANIDA che riporta all’ormai noto passaggio all’INPS delle funzioni di verifica sul riconoscimento dell’invalidità civile, voluto dalla Legge 248/05 (articolo 10), al tempo del terzo Governo Berlusconi, togliendo tali competenze al Ministero dell’Economia.
«Ma gli attuali medici dell’INPS – scrive Sannino – che stanno già verificando e dovranno verificare il grado di invalidità rilasciato precedentemente alle persone con disabilità dai colleghi delle ASL e del Ministero dell’Economia (il ministro Tremonti ha già previsto nella prossima Finanziaria dal gennaio de 2009 un surplus di oltre 200.000 visite di verifica), hanno forse effettuato studi più approfonditi?».
Una domanda quasi paradossale, motivata però da quello che successivamente viene scritto dal presidente dell’ANIDA. «A tal riguardo, infatti, mi sorgono enormi dubbi sulla preparazione di questi ultimi medici. Basta guardare il mio caso personale: poliomielitico dall’età di otto mesi, che a circa sessant’anni, nonostante le diagnosi delle quattro precedenti Commissioni Mediche dell’ASL, si è visto ridurre la percentuale di invalidità dal 100 all’80%, come se con l’avanzare dell’età le condizioni fisiche migliorassero!».

Il caso denunciato, poi, non sembra proprio essere l’unico. «A questo punto – continua infatti Sannino – ho deciso di evidenziare la mia situazione personale e tale battaglia ha portato alla luce già decine e decine di casi simili al mio».
La lettera si conclude chiedendo ai rappresentanti dell’Esecutivo di intervenire efficacemente per prevenire quella che viene definita una vera e propria «macelleria sociale», evidenziando anche il rischio che «a distanza di qualche anno, la caccia ai falsi invalidi (da noi sempre condivisa), con questi pseudo-medici e questi assurdi provvedimenti di revoca effettuati dalle Commissioni di Verifica dell’INPS si possa trasformare da un contenimento della spesa pubblica in un boomerang per le casse dello Stato, tra ricorsi e controricorsi giudiziari, ciò che non aiuterà di certo “chi è rimasto indietro”».

Una vicenda, in conclusione, che risulta anche difficile commentare e che affidiamo come sempre ai lettori, magari per averne ulteriori riscontri riguardanti altri casi simili. (S.B.)

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