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I tagli e la garanzia delle cure in Sicilia

Ragazzo con disabilità intellettiva in carrozzina, insieme a un amico«Apprendiamo con viva preoccupazione le difficoltà crescenti incontrate nell’accesso alle cure da parte delle famiglie dei disabili intellettivi e relazionali, riportateci innanzitutto da famiglie che si rivolgono ai nostri sportelli di ascolto e di assistenza SAI [Servizio Informazioni e Assistenza, N.d.R.] presenti in tutta la regione, ma anche dalle notizie diffuse dai principali quotidiani».

Esordisce così Gabriella d’Acquisto, presidente dell’ANFFAS Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), nella lettera inviata a tutte le principali istituzioni regionali, a partire dall’assessore alla Sanità Massimo Russo, lettera che ancora non ha ricevuto risposta alcuna.
«In sintesi – continua la nota dell’ANFFAS Sicilia – le disposizioni impartite in merito alle riduzioni dei budget assegnati alle varie strutture hanno messo – nei fatti – in crisi il sistema delle cure e delle terapie finora fruite dalle persone con disabilità attraverso i centri convenzionati, cui spesso si accede dopo lunghe liste d’attesa». Cure e terapie, sottolinea d’Acquisto, che «sono spesso l’unico strumento utile ad aggredire quelle patologie e ad attenuarne gli effetti funzionali e che sono inserite nei LEA (Livelli essenziali di Assistenza) i quali vanno garantiti in tutto il territorio nazionale in misura omogenea, onde evitare che esistano cittadini – ancorché disabili – di serie B».

All’ANFFAS Sicilia, che riunisce le famiglie delle persone con disabilità intellettiva e relazionale di tutte le province siciliane, «poco importa quale sia il metodo di ripartizione delle risorse o le modalità scelte dalla Regione per mantenere i limiti di spesa; viceversa è vitale poter garantire a tutti l’accesso alle cure, come avviene nel resto d’Italia, presso l’una o l’altra struttura convenzionata o presso la struttura pubblica, purché non si registri l’impossibilità concreta all’accesso o tali ritardi da vanificare il ricorso alle cure stesse».

Dopo aver ricordato che una persona con disabilità cui sia stato concesso un adeguato percorso di riabilitazione, «ha l’opportunità non solo per sé, ma per l’intera società, di aspirare ad una qualità della vita migliore e meno legata agli interventi tutori esterni», la lettera dell’ANFFAS Sicilia si chiude con tre richieste chiare e forti, riguardanti tutti i distretti sanitari della Regione, in ambito di riabilitazione delle persone con disabilità intellettiva e relazionale. Vale a dire:
«1. quali siano le strutture convenzionate o pubbliche ove è possibile rivolgersi con immediatezza per ottenere l’accesso alle terapie, non  avendo le stesse ancora esaurito il budget;
2. quali siano le modalità di accesso, considerato che esistono sicuramente precedenti liste d’attesa presso tali strutture;
3. quali siano le soluzioni una volta che, ipoteticamente, tutte le strutture convenzionate fossero sature, visto che, come riportato anche nelle Linee Guida della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) sull’autismo e altre patologie dello spettro, occorre in questi casi “Garantire l’applicazione intensiva di un intervento specifico, precoce e individualizzato”». (S.B.)

Per ulteriori informazioni:
ANFFAS Sicilia, tel. 091 511735, anffaspalermo@gmail.com.