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Un’esperienza di consacrazione nonostante il deficit

Alcune Suore Sacramentine Non Vedenti di Tortona (Alessandria), nel corso di un incontro del 2007Le persone disabili negli ultimi anni si stanno faticosamente inserendo in ruoli della società che fino a poco tempo fa parevano impossibili da ricoprire se eri portatore di un deficit. Così ora non è raro incontrare persone con disabilità che studiano all’università, lavorano o si fanno una famiglia.
Anche la scelta di abbracciare una vita consacrata a Dio, un tempo era quasi impossibile per chi aveva un handicap. Nei primi del Novecento, ad esempio, tante giovani non vedenti desideravano consacrare la loro vita al Signore, ma incontravano solo ostacoli e porte chiuse al loro accesso alla vita consacrata.
Le istituzioni della Chiesa si domandavano se la richiesta delle postulanti fosse nata da un’autentica vocazione, oppure se fosse vissuta come “un impiego” rispetto ad una vita senza sbocchi. Negli anni Venti del Novecento, poi, la malattia era ancora considerata come un “castigo divino”.

Fu San Luigi Orione ad aprire la possibilità di diventare suore ad un gruppo di donne cieche, fondando l’ordine delle Sacramentine Adoratrici non vedenti.
Le Suore Sacramentine vivono in comunità e trovano aiuto attraverso alcune consorelle appartenenti alle Piccole Suore Missionarie della Carità (vedenti) cui appartiene per tradizione la madre superiora. Ma l’abitudine, la consuetudine ai gesti e ai luoghi rende la loro opera quasi completamente autonoma.

La madre superiora e le suore di Tortona (Alessandria) hanno gentilmente risposto ad alcune nostre domande per farci conoscere meglio il loro percorso.

Qual’è il percorso che compiono le donne per conoscere e incontrare il vostro ordine?
«Le Suore Sacramentine Non Vedenti (dal 1927) sono un ramo della famiglia religiosa fondata da San Luigi Orione (1872-1940). La Congregazione Orionina, con il nome di “Piccola Opera della Divina Provvidenza” è presente in circa trenta nazioni, nei vari Continenti. Il carisma dell’Opera (sacerdoti, suore e movimento laicale) è quello di portare al Signore i fratelli più umili e bisognosi mediante lo stile della carità cristiana. Le Suore Sacramentine sono presenti in Italia, Argentina, Spagna, Brasile, Kenya e Cile.
Il percorso che le donne compiono per conoscere e incontrare le Suore Non Vedenti passa attraverso le opere di fede e carità espresse dagli Orionini nel mondo, secondo i bisogni dei Paesi e dei tempi».

Da quale esperienza di vita provengono le vostre suore?
«In passato prevalentemente le vocazioni religiose maturavano nelle scuole e negli istituti per ciechi. In seguito le suore giunsero o dalla sola esperienza familiare o dopo qualche anno di inserimento nel lavoro, in particolare per le persone non cieche dalla nascita».

Come è organizzata la vostra quotidianità e come si riesce ad organizzare una comunità dove la maggioranza delle persone è non vedente?
«Nelle ore libere dalla preghiera – ritmata secondo lo stile monastico – le Sacramentine si occupano dei più svariati lavori, secondo le capacità e le attitudini personali di ciascuna. La comunità sviluppa un piccolo settore di lavoro artigianale che comprende corone del rosario, composizioni floreali con perline, maglieria, uncinetto ecc.».

Perché si è sentita la necessità di creare un ordine dedicato proprio a consacrare le non vedenti?
«Fin dalle origini, tante giovani non vedenti, pur desiderandolo ardentemente, trovavano preclusa la strada della vita religiosa. L’anima eucaristica e contemplativa di Don Orione, con gesto veramente squisito, diede inizio al ramo delle Sacramentine cieche».

Quali sono i vostri rapporti con il territorio e le persone esterne al convento?
«Per favorire l’adorazione e la contemplazione, le Suore fanno vita ritirata e tuttavia accolgono con gioia e carità quanti a loro si avvicinano. Accettano quindi gruppi di preghiera, visitatori prenotati e occasionali, organizzano incontri mensili di cultura religiosa e annualmente “La Festa della Luce”, con grande concorso di popolo. Inoltre, con il metodo di scrittura Braille, Ballù, dattilografico e computerizzato (internet con posta elettronica), realizzano un’interessante corrispondenza con la gente, comunicando speranza».

Quale posto sentite di occupare all’interno della chiesa?
«Compito particolare delle Suore Sacramentine è quello di personificare la Preghiera di adorazione, ringraziamento e impetrazione, sostenendo l’apostolato dei Figli della Divina Provvidenza e della Chiesa nel mondo».

Gli interessati ad un approfondimento possono visitare la pagina dedicata alle Suore Sacramentine all’interno del sito internet della Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione, cliccando qui.

*Componente del Coordinamento del Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). Testo già apparso all’interno del sito dedicato a tale Gruppo e qui riprodotto per gentile concessione.

Il Gruppo Donne UILDM
È certamente una delle esperienze oggi più vive e interessanti – nel campo della documentazione riguardante la disabilità – quella avviata nel 1998 dal Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), costituitosi allora, in modo informale, in occasione delle Manifestazioni Nazionali di Palermo dell’Associazione.

I suoi obiettivi originari erano da una parte quello di raggiungere le pari opportunità per le donne con disabilità, attraverso una maggiore consapevolezza di sé e dei propri diritti, dall’altra cogliere la “diversità nella diversità”, riconoscendo la specificità della situazione delle donne disabili.

Poi, nel corso degli anni, il Gruppo ha cambiato in parte il proprio ambito d’interesse, oltre a non essere più composto da sole donne e a non occuparsi esclusivamente di questioni femminili. La stessa disabilità è diventata uno dei tanti elementi in un percorso di integrazione e di apertura su più fronti.

Quest’anno, per festeggiare il suo decimo “compleanno”, il Coordinamento del Gruppo Donne (composto da Francesca Arcadu, Annalisa Benedetti, Oriana Fioccone, Simona Lancioni, Anna Petrone, Gaia Valmarin e Marina Voudouri) ha deciso di investire di più in informazione e in documentazione, recuperando i suoi obiettivi originari, senza rinunciare all’apertura quale tratto distintivo. E così – come in un laboratorio – è iniziato un lavoro finalizzato a organizzare e rendere fruibili, attraverso il proprio spazio internet, le informazioni che circolano all’interno del Coordinamento stesso. Il risultato di questi sforzi è raccolto nella sezione Altri documenti d’interesse, comprendente interessanti dossier su temi quali la gravidanza, l’invecchiamento, le donne e la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la discriminazione in ambito sanitario e altri ancora.

Particolarmente significativa anche la sezione Donne e disabilità nel cinema, ove, come spiega Annalisa Benedetti, «sono elencati quei film che, secondo noi, attraverso storie vere piuttosto che puramente inventate, hanno messo “in movimento” pensiero e anima di donne speciali, suddivisi nelle seguenti aree tematiche: disabilità fisica, disabilità sensoriale, disagio psichico».

Da ricordare, infine, un altro dei principali canali attraverso i quali si è incentrata in questi anni l’attività del Gruppo Donne UILDM, vale a dire la promozione di eventi seminariali i quali hanno dato vita ad altrettante pubblicazioni, tenute insieme nella collana denominata Donne e disabilità.

Tutti i testi prodotti dal Gruppo Donne UILDM (compresi quelli appartenenti alla collana Donne e disabilità) sono disponibili all’interno del sito http://www.uildm.org/ ed esattamente nella sezione che si raggiunge cliccando qui.