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E il Servizio Civile rischia la chiusura

Persona in servizio civile a fianco di una persona con disabilità«Dai 299 milioni di euro stanziati per il 2008 dal precedente Esecutivo ai 171 previsti nella Finanziaria 2009: un taglio del 42%, il peggiore della storia del Servizio Civile Nazionale. Una cifra che mette a rischio la possibilità di avere bandi per il 2009, se non per un esiguo numero di volontari».
Questi i dati prodotti dalla CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile), che in una nota ufficiale dichiara tutta la propria «preoccupazione e indignazione per questi drastici tagli».

«Già quest’anno – continua il comunicato – il Servizio Civile ha avuto una battuta d’arresto con soli 32.000 volontari rispetto ai 50.000 del 2007. A nulla sono valsi gli appelli che ormai da anni gli Enti continuano a lanciare sulla necessità di uno stanziamento minimo di 400 milioni l’anno per un sistema di Servizio Civile Nazionale degno di tal nome, che permetta l’avvio di 70-80.000 volontari l’anno. Numeri mai raggiunti nonostante siano ampiamente inferiori alle richieste di giovani e Enti. Né sono valse le numerose ricerche di questi anni curate da Enti, Università, Istituti di ricerca e dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (compresa l’ultima curata dalla Fondazione Zancan proprio per l’UNSC), che hanno messo in risalto l’alto valore sociale, educativo e culturale del Servizio Civile Nazionale per i giovani che lo svolgono, per i territori e le loro necessità e per la società civile tutta, quale strumento di coesione sociale e diffusione di una cultura di cittadinanza attiva, nonviolenza e solidarietà che oggi ci pare sia una delle poche, vere, emergenze nazionali».

La CNESC si dichiara per altro del tutto aperta al confronto, con la consapevolezza «che vi sono molti aspetti del Servizio Civile Nazionale da riformare. Da tempo abbiamo avanzato proposte in tal senso e siamo disponibili a proseguire un confronto costruttivo con le istituzioni competenti. Ma il taglio delle risorse è un errore che ha come unico effetto l’aggravamento dei problemi esistenti e non la loro risoluzione».

«La CNESC – ribadisce la nota in conclusione – è dunque favorevole ad aprire un tavolo per la revisione delle regole, ma è contraria a che questo possa portare ad un riadattamento del sistema in funzione di risorse sempre più limitate, sancendo l’idea di un Servizio Civile di nicchia, impoverito sul piano qualitativo (forme abbreviate, part-time, rimodulazione delle ore) o su quello culturale e sminuito in alcune finalità e nella sua storia (educazione dei giovani, difesa e legame con l’obiezione di coscienza). Criteri in antitesi con un Servizio Civile popolare e di reale impatto educativo e culturale sulla società civile». (S.B.)

Alla CNESC aderiscono:
ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani)
AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla)
ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze)
ARCI Servizio Civile
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Caritas Italiana
Cenasca-CISL
(Centro Nazionale Associazionismo Sociale
  Cooperazione Autogestione)
CESC (Coordinamento Enti Servizio Civile)
CNCA (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza)
Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia
– Cong.P.S.D.P. Istituto Don Calabria
Italia Nostra
Federsolidarietà/CCI (Confederazione Cooperative Italiane)
FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario)
Legacoop
Federazione SCS/CNOS (Servizi Civili e Sociali/Centro Nazionale
  Opere Salesiane)
UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia)
WWF Italia (World Wide Fund for Nature)

Per ulteriori informazioni:
Segreteria CNESC (presso Caritas Italiana)
tel. 06 66177001,
serviziocivile@caritasitaliana.it.