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Quasi 300 sportelli per gli anziani non autosufficienti in Toscana

Persona anziana in carrozzina, insieme alla moglieSi chiama PuntoInsieme il nuovo servizio inaugurato ufficialmente in questi giorni nella Regione Toscana. Si tratta, in concreto, di 295 sportelli sparsi su tutto il territorio regionale, realizzati allo scopo di dare risposte più rapide ed efficaci a quelle famiglie che ospitano persone non autosufficienti (non in grado di svolgere in autonomia gli atti quotidiani della vita), per ora solo agli anziani, in seguito anche gli altri.
Il servizio è finanziato attingendo alle risorse del Fondo per la Non Autosufficienza (188 milioni di euro che andranno a sommarsi alla spesa annua di circa 300 milioni di euro prevista dalla Regione in favore delle persone anziane).
A fine settembre, la Giunta Regionale Toscana ha infatti approvato la delibera che ripartisce i primi 28 milioni di euro (per il secondo semestre del 2008) del Fondo in questione.
Gli obiettivi del primo stanziamento sono la riduzione di un terzo delle liste di attesa per gli inserimenti nelle RSA – Residenze Sanitarie Assistite – (a tal fine andranno 6 milioni e 500.000 euro), il potenziamento dell’assistenza domiciliare (20 milioni di euro) e semiresidenziale (il resto delle risorse). I rimanenti 160 milioni verranno erogati negli anni 2009-2010 (80 milioni per ciascun anno).

Ecco alcuni dati pubblicati nel sito della Regione: «In Toscana vivono circa 840.000 persone con più di 65 anni. Le persone non autosufficienti sono 80.000, la metà di loro in modo grave. Un problema che riguarda una famiglia toscana su 5. I portatori di handicap rappresentano il 16% dei non autosufficienti. Secondo alcune stime, entro il 2015 gli over 65 toccheranno le 915.000 unità, per arrivare ad oltre 1 milione e 100.000 nel 2050 (elaborazione Censis su dati Istat)».
L’apertura degli sportelli PuntoInsieme segna l’avvio operativo del progetto regionale per la non autosufficienza. Essi sono suddivisi nelle 34 zone socio-sanitarie della Toscana e sono allestiti presso le Aziende USL, le Società della Salute, i Comuni, le Province e gli URP (Uffici Relazioni con il Pubblico).
Per avere informazioni sullo sportello più vicino alla propria sede di residenza, i cittadini toscani possono consultare la mappa pubblicata nel sito della Regione alla pagina disponibile cliccando qui, oppure telefonare al numero verde 800860070.

Nel PuntoInsieme è possibile trovare un operatore socio-sanitario appositamente formato che aiuterà l’utente nella compilazione di una scheda di segnalazione predisposta per rilevare i dettagli circa lo stato di salute della persona anziana per la quale viene richiesta assistenza. La richiesta stessa verrà quindi esaminata dall’Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM), composta dal medico di distretto, da un assistente sociale, da un infermiere professionale e, all’occorrenza, integrata con altri specialisti.
L’Unità di Valutazione ha il compito di redigere il Progetto Assistenziale Personalizzato (PAP) e di predisporre la soluzione assistenziale più appropriata al caso esaminato entro trenta giorni dalla presentazione della domanda. Tale Progetto dovrà essere condiviso e sottoscritto dalla persona anziana (quando possibile), dai suoi familiari e dagli operatori del Distretto Socio-Sanitario.

L’obiettivo primario di tutta l’iniziativa è quello di favorire la domiciliarità, ossia fare in modo che le persone anziane assistite a domicilio diventino almeno 20.000 (attualmente sono 8.000). A tal fine verranno erogati alle famiglie dei contributi – la cui entità media si aggira sui 400 euro al mese – da modulare in base alle specifiche situazioni socio-economiche. L’intervento dovrebbe inoltre favorire l’emersione di almeno 5.000 assistenti di cura.
Ovviamente ogni investimento nel sociale e nel socio-sanitario va salutato con favore, soprattutto in tempi in cui a livello internazionale si profila un periodo di recessione economica. Notiamo però che nel contemplare la possibilità di una compartecipazione graduata dei soggetti ai costi dei servizi, il meccanismo dell’ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] individuale è applicato solo in relazione alle prestazioni domiciliari, non a quelle residenziali, per le quali, invece, «la compartecipazione va riferita all’ISEE anagrafica, comprendente anche il coniuge non residente, e i soli parenti in linea retta di primo grado, entro limiti definiti rispetto al loro reddito, ai loro carichi familiari» (punto 8 dell’Allegato A della Delibera della Giunta della Regione Toscana 327/08).
Tali disposizioni sono in contrasto sia con la normativa nazionale (Decreto Legislativo 109/98 come modificato dal Decreto Legislativo 130/00, Legge 328/00), sia con i più recenti orientamenti giurisprudenziali definiti dai giudici dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) e del Consiglio di Stato (Ordinanza 2594/08). Testi normativi, sentenze e ordinanze tutti concordi nell’affermare che nei casi di persone con handicap in stato di gravità, e di persone ultrasessantacinquenni non autosufficienti, ai fini della compartecipazione ai costi, si debba evidenziale la situazione economica del solo assistito per tutte le prestazioni sociali e sociosanitarie, indipendentemente dal fatto che siano erogate a domicilio, oppure in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo.