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Serve un’integrazione totale

Ban Ki-moon, segretario generale dell'ONUQuest’anno la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità ricorre proprio una settimana prima del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e le Nazioni Unite stanno celebrando ambedue gli eventi, facendo riferimento al tema Dignità e giustizia per tutti [se ne legga un ampio riferimento, in questo stesso sito, al testo intitolato Dignità e Giustizia per Tutti Noi, disponibile cliccando qui, N.d.R.].

Abbiamo davvero molto da celebrare. Infatti, l’entrata in vigore della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità – nel maggio scorso – ha rappresentato un punto di svolta. Nel corso della prima Conferenza degli Stati Parti – convocata nel mese di ottobre [se ne legga, in questo sito, al testo disponibile cliccando qui, N.d.R.] – i partecipanti hanno esordito immediatamente considerando in quale modo la Convenzione possa diventare uno strumento utile a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals).
Questo passo in avanti è stato reso possibile grazie alla partecipazione attiva e alle capacità di leadership dimostrate dalle persone con disabilità nell’assicurarsi di avere accesso e di essere incluse in tutti gli aspetti del nostro lavoro.

Le Nazioni Unite restano legate a questo approccio. Ad esempio, le ristrutturazioni in corso del complesso dei nostri Quartieri Generali, attraverso l’Ufficio del Capital Master Plan [organismo delle Nazioni Unite incaricato di sovrintendere acché i lavori di ammodernamento delle strutture dell’ONU vengano realizzati nei tempi e secondo il budget prestabilito, e con l’obiettivo di realizzare un ambiente di lavoro sostenibile, N.d.R.], porteranno i nostri edifici al di sopra dei recenti standard di accessibilità. Tali avanzamenti, infatti, sono attesi da troppo tempo.

L’Assemblea Generale ha sottolineato che – per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – noi dobbiamo includere le persone con disabilità in tutti i processi. L’80% delle persone con disabilità vive nei Paesi poveri e noi abbiamo bisogno di impegnarci molto di più per interrompere lo stretto rapporto tra povertà e disabilità.

Lo slogan del movimento internazione per i diritti delle persone con disabilità recita: «Nulla su di Noi senza di Noi» e una persona con disabilità dello Swaziland, che sta lottando per lo sviluppo di politiche sulla disabilità nel suo Paese, ha dichiarato: «Abbiamo bisogno di totale integrazione, per farla finita con il male dello stigma».
Con questo stesso spirito esorto i governi e tutti gli stakeholder [portatori d’interesse, N.d.R.] a garantire che le persone con disabilità e le loro organizzazioni siano una parte integrante di tutti i processi di sviluppo. Solo in questo modo possiamo promuovere l’inclusione e aprire la strada per un futuro migliore a tutte le persone nella società.

*Segretario generale delle Nazioni Unite. Traduzione a cura di Giuliano Giovinazzo.